Non si può morire due volte (forse?)

Rileggendo accuratamente le parole del precedente post, ho deciso di fare una cosa che non avevo mai fatto prima. A conti fatti, c’era un 50% di probabilità di successo. Ovviamente ho fallito.
Mentre mi accingevo a preparare la missione, ho cercato di mettere da parte i consigli di Luca Argentero (!) e di tornare alle mie sane abitudini negative: sapendo di andare incontro ad un suicidio quasi garantito (fanculo al 50% statistico di probabilità di successo), ho cercato di mettermi nell’ordine di idee che non sarebbe andata bene.

Se ci ripenso, mi sembra di aver visto tutto in un film. E’ arrivata una tranvata che non mi sarei aspettata, e gli attimi seguenti sono stati una specie di tortura, mentre dentro di me pregavo che si aprisse una voragine sotto la mia sedia e la terra mi inghiottisse facendomi sparire per sempre. Ho (ri)scoperto una cosa che chi, come me, gioca in difesa nota troppo raramente: la speranza è veramente l’ultima a morire. Ci possiamo preparare quanto ci pare ad un fallimento o una brutta notizia: la verità è che, sotto sotto, c’è sempre un briciolo di speranza che le cose vadano come vogliamo. E’ quel nanogrammo di speranza che poi crea il groppo in gola, ti chiude lo stomaco, ti toglie il sonno e ti fa domandare, tra un singhiozzo e l’altro: “Ma perché non deve andare MAI come vorrei?”.

E’ molto difficile trovare un lato positivo in queste cose, specie per i discepoli del pessimismo cosmico, ma mi sono sforzata.
Primo: ho fatto una cosa mai tentata prima (almeno non in questa maniera), e sono ancora qui. Lo posso raccontare. Sono sopravvissuta.
Secondo: Sono viva. Nel senso che sono ancora in grado di provare emozioni. Mi ero autoconvinta di avere un cuore di pietra, ma da qualche parte ci dev’essere qualche rimasuglio di panna (tipo cornetto). C’è sempre anche un rovescio della medaglia in questo, ma lo prendo comunque come una cosa buona.
Terzo: lo posso rifare. Non per masochismo, ma ho capito che sono in grado. Ci ho messo quei 30 anni a capirlo, ma meglio tardi che mai. E poiché c’è qualcosa che secondo me non è ancora chiaro, posso lanciarmi sul secondo round della missione. Tanto il treno mi ha già investito una volta, non posso soccombere di nuovo nella stessa maniera. No?

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