Chi la spunta?

Ieri sera, scorrazzando in giro per Twitter, sono inciampata nell’indignazione generale per la nuova “spunta blu” di WhatsApp. In pratica, con questa nuova, diabolica funzione, potremo scoprire non solo se il messaggio e’ stato consegnato, ma anche se/quando e’ stato letto dal destinatario.

Sara’ che non ho 15 anni, sara’ che sono tutto sommato abbastanza disillusa, ma non riesco a capire dove stia il dramma. Come ho letto da qualche parte, persino in tribunale si ha la facoltà di non rispondere. Perché WhatsApp dovrebbe essere diverso?

Lo so, lo so. La verità fa male. Quando mandiamo un messaggio, specialmente a qualcuno che ci “interessa”, vorremmo avere subito la risposta, o almeno immaginare che ci sia stata qualche causa di forza maggiore che ha impedito di leggere e/o di rispondere. Cellulare scarico, attacco degli alieni, attacco di squaraus…
Molto semplicemente, potrebbe esserci l’incognita lavoro. Per quanto sia incredibile da pensare, specie in Italia, c’e’ gente che effettivamente lavora e non ha tempo di stare a smanettare al cellulare. Magari da’ un’occhiata veloce, legge il messaggio e dice “rispondo dopo” (ma magari non lo fa). In uno dei lavori che ho avuto in Italia, ero diventata una di quelle persone: io, nota per essere sempre sul pezzo, avevo a malapena qualche attimo per dare uno sguardo veloce al display, figuriamoci mandare messaggi. E cosi’, numerose domande sono rimaste senza risposta. Ma la gente era più comprensiva, perché tanto non aveva modo di verificare, salvo mandare fastidiosi messaggi tipo “ehi, ma hai ricevuto il mio messaggio? Forse non ti e’ arrivato?”… Certo.
Oggi sarei tacciata di essere una stronza che ignora la gente. Ha letto ma non risponde, che maleducata.

Lo ripeto: la verità fa male. Essere ignorati fa male, ma la gente lo fa. E non sara’ una spunta blu a cambiare questa cosa. Del resto, l’abbinamento “ultimo accesso alle + non risposta” bastava già a farci capire di essere stati ignorati (per qualsivoglia ragione). Semplicemente, ora potremo avere la certezza di ciò che sotto sotto già sapevamo.

E’ un po’ la deriva di una forma “codarda” di comunicazione, nata con gli SMS. Che magari son stati creati proprio con l’intento di fornire un sistema di comunicazione rapido, andando pero’ pian piano a sostituirsi alle vere interazioni verbali, quelle per le quali era stato creato il telefono. Vi ricordate quando si chiamavano gli amici per mettersi d’accordo per uscire? O solo per chiacchierare? Onestamente non mi mancano i tempi in cui mio padre smadonnava per le bollette astronomiche, e non sono neanche una grande fan dell’utilizzo del telefono per il suo scopo principale (infatti ho parlato di forma di comunicazione “codarda” a ragion veduta, essendo io per prima un’utilizzatrice seriale di messaggi), ma anche questa assuefazione alla messaggistica più o meno istantanea non mi sembra particolarmente sana. OK, c’e’ l’emozione dell’attesa di una risposta, come c’era ad esempio per una lettera, ma la risposta la vogliamo subito. E se non ci arriva, scatta la paranoia, l’ansia e l’incazzatura.

Ci siamo dotati di tutti gli strumenti possibili per farci violare la privacy e permetterci di ignorare la gente (identificativo di chiamata?), e ora l’argomentazione principale contro la spunta blu e’ la violazione della privacy, e avere la conferma che la gente continua a poterci e volerci ignorare. Evidentemente qualcosa non quadra.

Mentre rileggevo queste righe, e giusto per confermare che anche io sono pesantemente inserita in questa spirale di follia comunicativa, ho guardato il cellulare. Ho mandato un messaggio a una persona, qualche ora fa. La spunta blu non c’era, ma l’accesso, pochi istanti prima che io aprissi WhatsApp, c’era eccome. Si’, mi ha ignorata. Come e’ sempre successo, anche prima della spunta blu. A volte ti leggo e ti rispondo, a volte no. Abbiamo scoperto l’acqua calda. Per tutta risposta, e come piccolo segno di protesta, ho spento il cellulare bisbigliando un bel “ma vaffanculo”. A te che non mi hai risposto, e a me che magari mi pongo anche il problema. Mi cambia la vita questa spunta? No. Non la dovrebbe cambiare nessuno.

E poi, basta leggere il messaggio dall’anteprima per non cadere in trappola! 😉

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3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. tommasosbakery
    Nov 09, 2014 @ 19:05:04

    Bellissimo! È triste essere nato in quest’era digitale.. Vorrei poter rimpiangere anche io del tempo senza questi dannati telefoni

    Rispondi

    • boccis
      Nov 10, 2014 @ 10:13:45

      Grazie 🙂
      I cellulari non sono l’emblema della malvagità, ma di sicuro ne siamo troppo dipendenti. E siamo sempre troppo connessi.
      Qualche tempo fa sono stata in campeggio senza cellulare per 3 giorni, c’e’ gente che mi aveva data per dispersa perché non postavo su facebook! Preoccupante…

      Rispondi

  2. Trackback: Chi la spunta? (parte 2) | L'apposita cappelliera

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