Compleanni (confusione e dolcezza)

Esattamente 7 giorni fa (tecnicamente 8) ho compiuto 33 anni. Un numero significativo e simbolico. I famosi “anni di Cristo”. A 33 anni, Gesù è stato messo in croce dopo aver passato i precedenti non so quanti anni a far casino in giro per la Galilea e la Palestina. Talmente tanto casino, in effetti, che per quello ce lo ricordiamo ancora dopo 2000 anni (e per quello è finito male).

Arrivata a questa simbolica età, è automatico fare bilanci. Al 33° anno di età, cosa ho concluso? Non ho resuscitato morti né moltiplicato pani e pesci, non ho guarito malati né sono sopravvissuta 40 giorni nel deserto. Non sono nemmeno mai riuscita a guadagnare abbastanza soldi da permettermi di vivere da sola (fosse anche in un tugurio), per citare qualcosa di più facile di un miracolo.

I compleanni non mi piacciono molto. Mi piace ricevere auguri, e ovviamente regali, e mi piace passare il mio tempo con poche persone altamente selezionate. Mi piacciono le feste di compleanno degli altri, ma per me non ne ho mai organizzate. Negli ultimi anni, cene o, quando ero in Australia, ritrovi al pub: ci si vede alla tal ora, chi vuol venire venga, senza impegno. Non amando essere al centro dell’attenzione, faccio tutto in piccolo. Ed è meglio, perché solitamente sono pensierosa e di cattivo umore, e tra le mie varie paure c’è quella che nessuno si presenterà, e allora perché mai vorrei, ad esempio, prenotare una sala in un locale per la mia festa? Al di là dei paragoni biblici dettati dal numero di candeline spente quest’anno, il compleanno per me significa bilancio dell’anno trascorso, e difficilmente lo vedo positivo. Perché, al solito, per me è sempre più facile lasciarmi andare al pessimismo, e fissarmi su tutto ciò che NON sono riuscita a fare, piuttosto che su ciò che ho ottenuto o conquistato.

In 365 giorni, ad esempio, ho ottenuto una promozione sul lavoro. Ho partecipato ai matrimoni di quattro persone che mi hanno permesso di passare bellissimi weekend in giro per l’Italia. Ho visitato un nuovo paese, l’Islanda, con un amico che non vedevo da tanto. Sono salita su una montagna russa di sentimenti (emotional rollercoaster, come lo chiamano gli anglosassoni) dalla quale non sono ancora riuscita a scendere, e che so che mi farà più male che bene. Ma sto cercando di capire come terminare al meglio la corsa ed eventualmente portare a casa qualche insegnamento.
Ho mangiato torte. Tante. Le ultime questo fine settimana, a sorpresa. Non me le aspettavo, e sono state stupende. Mi hanno resa felice!

Forse il vero segreto dei compleanni è racchiuso nelle torte: chi se ne frega di fare bilanci o preoccuparsi di chi ha fatto cosa ad una determinata età. Torte, e passa la paura.

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. vagoneidiota
    Dic 06, 2014 @ 06:24:20

    Anche se passato, auguri.
    Mi piace la positività che schiaccia la negatività. Anche se si fa con una torta.
    Clyde Mc Phatter, The Drifters – White Christmas (atlantic rhythm & blues)

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