Buoni propositi, nuovi inizi, vecchie storie

Trovo interessante la maniera tutta umana di scandire il tempo. Minuti, ore, giorni, settimane, mesi, anni. Gli animali, che per certi versi trovo molto più intelligenti e in gamba degli esseri umani, non hanno un concetto simile dello scorrere del tempo: certo, comprendono l’alternarsi del giorno e della notte, e ovviamente delle stagioni, ma il loro tempo scorre fluido.

“Time is irrelevant, it’s not linear” canta Bono in un suo pezzo.

Comprendo la necessita’ di scandire il tempo per i brevi periodi: la giornata o la settimana lavorativa, per esempio, ci aiutano ad organizzare le nostre attività, e la nostra vita nei suoi aspetti più pratici. Sono meno convinta invece dell’utilità dello scandire il tempo sui lunghi periodi, e per organizzare noi stessi nel profondo.
Mi spiego: per un’azienda, per esempio, e’ fondamentale stabilire periodicamente obiettivi – annuali o pluriennali – e pianificare di conseguenza le proprie attività. Periodicamente, se ne va a verificare il raggiungimento (o il progresso fatto per il loro raggiungimento) tramite l’analisi di risultati misurabili. Dobbiamo vendere 100 entro la fine dell’anno, abbiamo venduto 10 a fine gennaio, stiamo procedendo bene.

Come si fa a verificare un buon proposito per il nuovo anno? A meno che questo non sia, ad esempio, “allenarsi per una maratona”, “smettere di fumare entro il mese x”, “mangiare frutta tutti i giorni”?

Nel corso degli anni, ho sentito un sacco di buoni propositi talmente vaghi e qualunquisti da farmi chiedere perché chi li ha elaborati ci abbia perso del tempo.
Buoni propositi per il nuovo anno io non ne ho mai fatti. Forse quelli più verificabili (come gli esempi che ho portato sopra) possono avere un senso, ma quelli vaghi tipo “essere una persona migliore”, “essere felice”, “sorridere di più”… Ma veramente serve un nuovo anno per cambiare in questo senso? Se giungi al 31 dicembre con questo proposito in mente, vuol dire che hai avuto del tempo per pensarci. Devi aspettare capodanno per cominciare a muoverti?
Puoi fare il coglione per 12 mesi, te ne rendi ben conto e stabilisci che dall’anno nuovo basta, ma fino al 31 dicembre continui impunito e protetto dal tuo alibi “ah ma l’anno prossimo si cambia registro”.
Non sarebbe forse meglio se, giunti ad un certo punto della vita in cui ci rendiamo conto che qualcosa va aggiustato, lo facessimo indipendentemente dalla data? Si potrà cambiare anche il 4 febbraio, o il 28 aprile, o il 3 novembre?

[Per spunti interessanti su buoni propositi effettivamente realizzabili, rimando a questo articolo di Internazionale. L’ultimo proposito fa parte della categoria di quelli che mi infastidiscono. Ma con piacere affermo che sto già provando a comportarmi come suggerito, e non dal 1 gennaio. Non saprei dire quando ho cominciato, ma posso confermare che e’ molto appagante.]

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