La risposta e’ dentro di te (eppero’ e’ sbagliata)

Un paio di settimane fa mi sono sottoposta ad una seduta di reiki. Avendo una madre vagamente frikkettona, ho fatto bella figura con la mia operatrice (che peraltro già conoscevo), informandola che ero al corrente dell’esistenza di chakra, meridiani e compagnia bella. Ma poiché lavoro in un laboratorio di ricerca, e sono circondata da pluridottorati incassati nelle loro scatolette targate scienza, oltre al fatto che sono naturalmente diffidente, mi sono sdraiata sul lettino con una buona dose di scetticismo.

Devo dire che il risultato e’ stato interessante. Per prima cosa, ho notato come sia stata in grado per un’ora intera di ascoltare una persona che mi parlava, in una sorta di monologo nel quale ho giusto recitato un paio di battute, senza che la mia mente vagasse. Ho ascoltato attentamente parola per parola, senza preoccuparmi ne di quello che magari potevo non aver capito, ne di quello che sarebbe venuto dopo. Una lettera dopo l’altra. E non perché fossero cose incredibilmente affascinanti ed interessanti, ma perché evidentemente la ragazza e’ stata in grado di “controllare” la mia mente (per cosi’ dire) mantenendola fissa sul famoso “qui e ora”. Io tendo a distrarmi con molta facilita’ (infatti mediamente mi ci vuole una settimana a scrivere un post, e non solo perché magari sono in ufficio e devo fare altro), e anche per questo trovo difficile la meditazione – magari riesco a stare concentrata per qualche attimo, prima che la mia mente vaghi nel passato e nel futuro, o in qualche luogo misterioso. Dunque, il solo fatto di essere stata li’ corpo e mente per tutto quel tempo e’ stato un successo.

La prima parte del trattamento consisteva nel controllo dei chakra e nella loro apertura. Non avevo dubbi sul fatto che ci fosse da risistemare praticamente ogni cosa, ma ho particolarmente apprezzato la spiegazione e della mia situazione attuale, e di come le cose dovrebbero stare. In particolare per quanto riguarda il sesto e il settimo chakra, quelli collegati alla mente, al cervello, alle intuizioni. Mi e’ stato detto quello che già sapevo: che la mia mente controlla tutto, che pensa e pianifica e stabilisce cose da fare o non fare sulla base di proiezioni che disegna appoggiandosi ad esperienze passate, a tensioni e paure. Quello lo sapevo bene: sono perfettamente conscia del tempo che passo a riflettere, a rimuginare su cose dette o non dette, a pensare di fare cose che poi o non farò perché temo le conseguenze, o farò ma dopo averle pianificate fino all’ultimo dettaglio.
Il punto sul quale non avevo mai riflettuto e’ perché faccio questo.
Essenzialmente, ciò che mi e’ stato spiegato e’ che fin da piccoli, incoraggiati dai genitori che ci vogliono (giustamente) proteggere, alleniamo la mente a farci da scudo. E se magari da piccoli si tratta di cose elementari, tipo imparare che facendo una certa cosa ci faremo male, man mano che si cresce la mente la fa sempre più da padrone: ci impedisce di vivere nel famoso “qui e ora” perché troppo occupata ad attingere dal passato elementi per pianificare il futuro. Ma la cosa positiva di questa ovvia scoperta e’ stata il modo di affrontarla:
“Ringrazia la tua mente, perché tutto quello che ha fatto finora lo ha fatto per proteggerti. Ringraziala e apprezza il suo lavoro, tutto quello che ha fatto per te. Abbracciala, dille che e’ tutto a posto e non si deve più preoccupare per te”.
Capito? Non sentirti un coglione manovrato come un burattino dalla propria mente, e non accusare la stessa di averti fatto del male. Che concetto semplice e bellissimo.

Sono uscita dal trattamento con una strana sensazione di pace interiore (l’obiettivo era quello, no?), e per alcuni giorni sono effettivamente riuscita a trarre benefici a livello psicologico. Ho notato come la mia mente non si fosse fermata (per quello credo serva un miracolo), ma avesse semplicemente cambiato attività: invece di pianificare, riproduceva musica. Successi vecchi e nuovi, tormentoni, canzoni alle quali non pensavo da un po’. C’era di tutto, ed era estremamente rilassante.

Naturalmente, le cattive abitudini – si sa – sono dure a morire. E proprio adesso che mi servirebbe la tranquillità necessaria per fare una scelta importante… Beh, non mi si spegne la radio e riapre l’ufficio pianificazione?
E’ in questi momenti che provo invidia per gli scemi. Loro non si farebbero tutte queste pare, e mangerebbero prosciutto (cosa che ho appena fatto, ma le pare non sono passate. Ma almeno il prosciutto e’ buono).

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Chiromanzia

Da un paio di mesi faccio visita ad un cartomante, del quale amichevolmente parlo come “il mago”. Me lo ha consigliato qualche tempo fa un’amica che di mestiere fa il medico (lo specifico per sottolineare come non sempre l’interesse per queste cose ed altre discipline poco scientifiche come la medicina alternativa o la fede in qualche dio siano giustificate da ignoranza o scarsa cultura), a sua volta consigliata da una sua collega. “E’ bravissimo – mi ha detto – e ha indovinato cose che non avevo detto mai a nessuno. E poi e’ molto simpatico e intelligente, lo uso un po’ come un terapista”.

Ultimamente sono nella fase del “perché non provare?”, e quindi mi son fatta prendere un appuntamento per un giorno in cui mi trovavo in Italia.
Partendo dal presupposto che sono sempre abbastanza scettica, e pensando che se il maestro Yoda non e’ in grado di prevedere il futuro, come può esserlo un signore emiliano qualsiasi, sono andata a farmi fare le carte.
Non devo aver fatto una grande impressione. Forse il mio scetticismo ha creato qualche difficoltà nella lettura, senza contare che non avevo idea di come la cosa funzionasse, e non sapevo che la gente generalmente va da questo tizio con domande precise sul futuro (mi chiameranno per quel lavoro? Voglio chiedere a uno di uscire insieme, lo faccio? E via dicendo). Dunque mi sono presentata avvolta dal mio mantello del mistero, chiedendo un generico quadro della mia vita. Ha indovinato un po’ di tutto, anche se c’era una cosa precisa che immaginavo dovesse saltar fuori, ma non lo ha fatto. Naturalmente, poiché il cartomante e’ lui, io ho taciuto. Non l’ho trovata un’esperienza da cambiarmi la vita, ma e’ stata una piacevole chiacchierata con una persona molto interessante.

Ho dunque deciso di fare un secondo giro, con in mente qualcosa in più da chiedere. Questo personaggio, che evidentemente ha numerosi clienti, difficilmente si ricorda di te. Gli viene in mente chi sei quando comincia a buttare giù le prime carte. “Ah, tu sei quella che…”. Ecco, con me non e’ successo. Ha iniziato a disporre le carte sul tavolo con un’espressione confusa. “Io non mi ricordo mica di te…”. E questo l’ha detto perché finalmente e’ spuntato quel qualcosa che l’altra volta aveva stranamente mancato, e per quello il quadro non gli era chiaro. “Stai cercando di capire qualcuno?”
Eh.
Da parecchio tempo ho per le mani una discreta gatta da pelare, una gatta di cui purtroppo non posso parlare a tante persone… Avendo stressato per mesi le stesse due o tre sventurate, che credo che ormai siano esauste, e’ stato bello per una volta poterne parlare con una persona totalmente estranea ai fatti. Uno che ha inquadrato il personaggio senza troppa difficoltà (e senza che io dicessi praticamente nulla), e che mi ha rassicurato sul fatto che me lo leverò dai piedi in tempi relativamente brevi, e che dunque non c’e’ di che crucciarsi troppo.
Ha mancato di avvertirmi sul colpo che aveva in canna subito dopo il capodanno, ma mettiamola cosi: si e’ tutto aggiustato da solo… Ma che fatica, e soprattutto che palle. Balls.

Cartomanzia, questa sconosciuta… Ci son tornata da questo qui, qualche giorno fa. Mi ha ribadito ciò che mi aveva già detto, aggiungendo qualche dettaglio in più. Non lo prendo come oro colato, come fa l’amica che me l’ha consigliato. Lo ascolto e mi fa piacere chiacchierare con qualcuno di diverso e che mi offre prospettive interessanti, ma sono sempre un po’ scettica.
Perché ci vado, allora? Perché ciò che secondo lui mi attende in un prossimo futuro e’ bello. Non e’ pazzesco, non mi vede sposata ad un miliardario o con uno stipendio a 6 zeri. Ma vede un po’ di felicita’.
Evidentemente ci spero, ma solo quando queste cose si avvereranno io crederò che aveva ragione.
Per il momento mi piace osservare il quadro della mia vita che dipinge attraverso le carte. Perché mi mostra cose che da sola non riuscirei nemmeno ad immaginare, e il sorriso col quale mi dice quel che succederà fa sorridere un po’ anche me.