Che rumore fa la felicità? (Parte 3: ricominciamo)

In un post datato luglio 2014, annunciavo il fallimento del progetto 100 Happy Days, la sfida personale a trovare ogni giorno, per 100 giorni, un motivo per essere felici. Avevo interrotto la missione perché mi era capitato un piccolo casino, che poi avevo più o meno brillantemente risolto. Ma la voglia, l’interesse, se n’erano andati. Forse allora credevo di essere felice senza bisogno di ricordarmelo. O forse avevo mollato perché alla fine restavo (resto?) convinta che non si può essere felici. Gira che ti rigira, anche se il 71% dei partecipanti (stando alle stime del sito ufficiale) dichiara di aver mollato per mancanza di tempo, io so bene di aver mollato perché non ero motivata.

Perché ho deciso di riprendere in mano la sfida? Perché questi ultimi mesi della mia vita sono stati uno schifo assoluto. E, se da un lato ho capito di aver bisogno di aiuto a livello un po’ più professionale di una chiacchierata tra amici, dall’altro è anche ora che mi dia da fare da sola per tirarmi fuori da questo enorme buco in cui mi sono ficcata (o nel quale qualcuno mi ha ficcata, poi io ho continuato a scavare per andare più giù che potevo).

E quindi ci riprovo. Per non spammare, farò un post settimanale che raccoglie i momenti felici dei 7 giorni. E/o eventuali riflessioni ad essi (o alla mancanza di essi) legate. La mia storia inizia giovedì 13 agosto 2015. In bocca al lupo a me.

  • 13/08/2015: oggi capo mi ha portato un mango. E’ un po’ un suo classico, quando li trova in offerta me ne porta uno in dono. Non lo faceva da un po’, e la tempistica è stata eccezionale, dato che avevo trascorso una serata di merda e la giornata non stava andando per niente bene. Un mango è un gustoso motivo per essere felici.
  • 14/08/2015: qui devo dire di aver fatto molta fatica. Mettiamola così: in un periodo di forte stanchezza fisica e mentale, riuscire finalmente ad addormentarmi senza aiuto di valeriana è stato positivo.
  • 15/08/2015: ci sarebbero stati i presupposti per incazzarsi. L’amica, per la quale avevi tenuto libero il sabato, ti tira il pacco. Ma tu conosci i tuoi polli, e dal cielo è piovuta l’offerta di una birretta in compagnia. Il pacco era telefonato, e alla fine hai tirato fuori una bella serata con gente divertente. Ridere, di questi tempi, è essenziale.
  • 16/08/2015: ecco, qui ho fatto MOLTA fatica. L’amica del pacco mi ha trascinata fuori a tradimento con lo stronzo alla radice di tutti i miei problemi attuali. E’ stato un autentico disastro. Ritrovarsi paralizzati, non in grado di proferire verbo con una persona che, fino a qualche mese fa, era uno dei tuoi migliori amici è molto doloroso e frustrante. Non fa bene a nessuno. Ma ci si prova, a trovare un aspetto positivo. In questa brutta giornata, ha le sembianze di una coppia di amici che non vedevo da un po’. Due persone simpatiche e buone, che mi hanno strappato qualche parola e sorriso in un pomeriggio in cui avrei voluto solo scomparire dalla faccia della terra.
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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. missiswhite
    Ago 17, 2015 @ 16:21:50

    Lodevole proposito.
    Visto che la maggior parte delle persone tendono a piangersi addosso, tu sei una boccata d’aria fresca (preziosa, in questi giorni di afa crudele).

    Rispondi

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