100 Happy Days – Settimana 7

Riassuntini felici della settimana appena trascorsa.

21/09/2015: Tanto per cambiare, si parla di viaggi. Oggi, dopo una stranamente lunga giornata di lavoro e un risotto ai funghi che mi è quasi costato la prima falange del dito medio sinistro (!), A. ha prenotato l’hotel per Varsavia! Il volo l’avevo prenotato la sera prima, trovando una tariffa più bassa del previsto. L’hotel sembra una super bazza. Si va!

22/09/2015: Il martedi sta diventando il mio giorno preferito. Dopo una classe di pilates che mi ha spezzato la schiena, la nostra insegnante ci ha premiati con dei biscottini senza zucchero fatti da lei. Gnam! E’ poi seguita l’ipnosi, sempre molto valida, e il pub quiz con i miei nuovi amici, con un meritato terzo posto. La giornata è stata lunga ma molto molto gratificante.

23/09/2015: Una giornata fuori ufficio è per definizione una splendida giornata. Oggi c’era una “conferenza” dedicata a chi lavora in amministrazione. Un evento con una serie di presentazioni su vari aspetti e attività dell’università, che mi ha permesso anche di imparare alcune cose interessanti (tra cui il fatto che, stando troppo seduti, si aumenta del 90% il rischio di morte precoce). Ambiente bello, argomenti per la maggior parte utili, e soprattutto una pausa dalla solita routine.

[Nota a margine: ultimamente accadono cose buone. Ho fame e l’insegnante di pilates porta i biscotti; ignoro la sveglia e mi alzo tardi, e il capo ha preso la mattina libera… ‘Sta cosa mi piace.]

24/09/2015: Il viaggio in Australia prende sempre più forma. Un altro pezzettino prenotato. E il più imminente viaggio in Costa Azzurra è diventato improvvisamente più economico grazie ad un colpo di fortuna su un hotel.

[Altra nota a margine: oggi mi sono imbattuta in questa bella frase di Osho (no, non la sua parodia in Facebook) – “Secondo alcune leggende, il mare è la dimora di tutto ciò che abbiamo perduto, di quello che non abbiamo avuto, dei desideri infranti, dei dolori, delle lacrime che abbiamo versato”. Secondo me la leggenda dice il vero. Forse anche per questo amo così tanto il mare: ci ho messo dentro un sacco di roba mia.]

25/09/2015: Ho passato la giornata in hangover a causa del mix birra/vino della sera prima. Ma poi mi sono ripresa in grande stile, e con gli amici di L. sono andata alla finta Oktoberfest in un pub fuori dal centro. E’ stata una serata bizzarra, durante la quale ho incontrato un sacco di gente che conoscevo (e io di gente non ne conosco poi così tanta). M. mi ha offerto un boccale da 1 litro di birra che mi ha steso, e ci siamo fatti delle gran risate cercando di indovinare le canzoni che il gruppo di ottoni (!) ha suonato nel pub. Poi sono andata a farmi un giro con gli amici italiani. E’ stata una bella serata in cui mi sono divertita tanto e ho riso di gusto, e son stata proprio bene. Voto: 1o.

26/09/2015: Quando penso di avere davanti a me una giornata noiosa e senza programmi, finisce sempre che ho fin troppo da fare. Oggi c’era il sole, e per la prima volta sono andata a visitare i giardini botanici: una scoperta molto piacevole, e considerando che per me l’entrata è gratis, dovrei prendermi a schiaffi per non esserci mai andata prima. Ho passeggiato al sole in mezzo a piante e fiori. Ho guardato gli alberi. Bisognerebbe passare più tempo a guardare gli alberi. E poi, a sorpresa, un’amica mi ha proposto una birretta e cena, e così se n’è andata parte della serata. Ora guardo un telefilm divertente con un bicchiere di vino. E’ tutto molto bello.

27/09/2015: Weekend chiuso in bellezza con l’impresa sportiva del triathlon di biliardino, ping pong e videogiochi. Io e Mi. scandalosi in tutto, ma fortissimi (direi quasi imbattibili) a pizza. E birra. Praticamente un pomeriggio al bar con gli amici, che in UK non è una cosa tanto scontata. Tanti pollici su per questa settimana.

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Autunno

E’ l’equinozio di autunno. Lascio che sia l’amico John Keats a parlarcene in maniera più accurata.

 

TO AUTUMN.

1.

SEASON of mists and mellow fruitfulness,
Close bosom-friend of the maturing sun;
Conspiring with him how to load and bless
With fruit the vines that round the thatch-eves run;
To bend with apples the moss’d cottage-trees,
And fill all fruit with ripeness to the core;
To swell the gourd, and plump the hazel shells
With a sweet kernel; to set budding more,
And still more, later flowers for the bees,
Until they think warm days will never cease,
For Summer has o’er-brimm’d their clammy cells.

2.

Who hath not seen thee oft amid thy store?
Sometimes whoever seeks abroad may find
Thee sitting careless on a granary floor,
Thy hair soft-lifted by the winnowing wind;
Or on a half-reap’d furrow sound asleep,
Drows’d with the fume of poppies, while thy hook
Spares the next swath and all its twined flowers:
And sometimes like a gleaner thou dost keep
Steady thy laden head across a brook;
Or by a cyder-press, with patient look,
Thou watchest the last oozings hours by hours.

3.

Where are the songs of Spring? Ay, where are they?
        Think not of them, thou hast thy music too,—
While barred clouds bloom the soft-dying day,
And touch the stubble plains with rosy hue;
Then in a wailful choir the small gnats mourn
Among the river sallows, borne aloft
Or sinking as the light wind lives or dies;
And full-grown lambs loud bleat from hilly bourn;
Hedge-crickets sing; and now with treble soft
The red-breast whistles from a garden-croft;
And gathering swallows twitter in the skies.

Si sta svegli finché non muore la speranza

… maledetta stronza che non muore mai, mentre io vorrei dormire.

On air, tanto per cambiare, Lo Stato Sociale di “Mi sono rotto il cazzo”. Che, anche se ultimamente sono di umore decisamente migliore rispetto a quando la ascoltavo in loop, contiene sempre molti pensieri che condivido.

L’altro giorno, a pranzo con L e una sua amica, si parlava di un’altra loro amica (che anche io conosco) e della sua ultima disavventura sentimentale. Per un annetto ha frequentato un tizio che un bel giorno, di punto in bianco, le ha detto arrivederci e grazie. “Le ha spezzato il cuore – ha detto L – soprattutto perché non se lo aspettava”.
Ne è seguita una riflessione ovvia: quando senti queste storie, ti domandi chi te lo faccia fare di ributtarti nella mischia, se poi tanto va a finire così. Pessimismo, ok, ma la logica non fa una piega.

Chi ce lo fa fare? La speranza. La maledetta stronza che non muore mai. Che per quanto tu ti racconti che non hai aspettative, un po’ comunque speri che le cose vadano come vorresti. Almeno una volta.

Che è poi il motivo per cui ieri mi è salita un po’ di malinconia. Perché tutto sommato speravo in una risposta diversa a una domanda che alla fine potevo anche non fare. Perché quando le cose finiscono all’improvviso, spesso quello che rende difficoltoso affrontare il dolore è la mancanza di una chiusura, un dirsi in modo chiaro che basta, fine.
Quando una persona ti toglie il tappeto da sotto i piedi, finisci col culo in terra e ti fai molto male. C’è chi, oltre a fare ciò, magari ti guarda con aria di sufficienza dicendoti qualcosa tipo: “Beh, come avrai notato, il tappeto volevo regalarlo a qualcun’altro”, e si stupisce pure se te la prendi, e ti da’ la colpa se ti arrabbi troppo. Quando invece sarebbe bastato dire: “Senti, guarda, io il tappeto me lo riprendo. Ti sposti, per favore?” (mi piace molto parlare per metafore – questa del tappeto forse inconsciamente ispirata dal Grande Lebowski).

Certi numeri gli amici (o presunti tali) me li fanno in genere una volta nella vita, perché poi dalla suddetta vengono eliminati. Il problema vero in tutta questa storia è che questo qui non l’ho ancora fatto fuori. E’ un rapporto che ho messo in coma farmacologico suggerendo un time out, ma comincio a convincermi che non serva a nulla una pausa se non c’è in effetti niente da recuperare. Ci sarebbe forse da rifondare tutto. In un altro luogo, in un altro tempo.
Nel frattempo considero il ghosting: allo scadere del time out, farò finta di nulla e mi dissolverò nell’etere. Sperando che la speranza, maledetta stronza, si sia dissolta anche lei.

100 Happy Days – Settimana 6

Riassuntini felici della settimana appena trascorsa.

 

14/09/2015: non c’è molto da stare allegri quando si lascia casa per tornare qui, soprattutto con un volo delle 8 di mattina che richiede sveglia alle 5:00 (le 500, come direbbe il Trio Medusa) per poter arrivare in ufficio senza prendere la mezza giornata di ferie. Ma ho visto un arcobaleno dall’aereo!

15/09/2015: ho ricominciato pilates. Non che avessi mai realmente smesso, ma nelle ultime 2-3 settimane avevo dato la priorità all’ipnosi e alla mia salute mentale. Ho constatato oggi che la combinata pilates-ipno è in realtà assai vincente. Ultimamente dormo un casino e sono entusiasta. Menzione speciale alla mia insegnante di pilates, che mi conosce da poco, ultimamente mi ha visto pochissimo, ma ha notato il mio taglio di capelli. (Ho anche visto un altro arcobaleno!)

16/09/2015: in giornate anonime come queste, di cosa ci si può rallegrare? La so! Ho prenotato il biglietto del treno per andare a Manchester nel weekend. Fuga continua.

17/09/2015: boh. Altra giornata poco saporita. Mi sto drogando di documentari di Alberto Angela. Suppongo sia bello quando si imparano nuove cose?

18/09/2015: la vita è più bella quando viaggi, e io lo so bene. Treno per Manchester, venerdì sera in città con L, che si è trasferita (o meglio, è tornata) qui da poco. Vincente!

19/09/2015: a Manchester oggi c’era un food festival, dove abbiamo passato qualche oretta ascoltando gruppi bizzarri, mangiando e bevendo anche piuttosto bene. A seguire un spritz col Campari (un po’ triste) e una serata al pub sgarruppato preferito di L. Terrazza con vista su un paesaggio urbano e uno splendido tramonto, gruppetti carini che suonavano. E un tizio che, attaccando bottone in maniera molto gentile e poco provolonica, ha commentato in maniera sconvolta la mia età: “Cosa???? Ma… ma io ti davo 21 anni al massimo!”. Grazie, sei il mio nuovo migliore amico! E poi mi ha salutato con un simpatico “Have a wonderful life”, che spero mi sia di buon auspicio.

20/09/2015: come sempre, tornare è un pacco. Ma il bello di oggi è stato il risveglio con calma, il giretto per il quartiere e il pranzo alle 16. La domenica dovrebbe essere sempre sinonimo di relax.

100 Happy Days – Settimana 5

Riassuntini felici della settimana appena trascorsa.

07/09/2015: oggi sono stata alla fiera con le giostre, ho comprato un piccolo Minion e ho mangiato lo zucchero filato. Non mi si chieda quanti anni ho…

08/09/2015: perché aspettare che siano gli altri a chiamare? Ho mandato una mail agli amici di L. (quella che ora non abita più qui) e ci siamo organizzati per il pub quiz. Ho ricordato loro che lei è andata, ma io sono ancora qui. Spero non se ne dimentichino. E poi al quiz ho indovinato Lilo & Stitch, quindi non sono stata inutile al 100%.
Precedentemente ho fatto l’assessment del mio livello di stress, e con piacere mio e della terapista ho notato un netto miglioramento. Evvediche con un po’ di impegno…

09/09/2015: ho veramente poco da riportare su questa giornata anonima. Ho fatto molte chiacchiere col mio capo, e con il meno ignorante dei miei coinquilini (io coi miei coinquilini praticamente non ci parlo). Ho tolto un “mi piace” da una foto che non mi piace più. Va bene?

10/09/2015: oggi mi sarei presa a schiaffoni da sola. Ho rinunciato alla serata “social” del lavoro per timore di imbattermi in lui e la sua inseparabile compagna, quando poi a posteriori ho scoperto che non c’erano. Son tornata a casa dall’ufficio incazzata con me stessa per essere così stupida, finché non mi sono data una calmata e ho rimesso in ordine le idee. Meglio non rischiare di disfare il buon lavoro fatto finora. Alla fine, ho passato una bella serata in mia compagnia, con un bicchiere di vino, un documentario di Alberto Angela (!) e una versione animata di Corto Maltese. Poteva andare molto peggio (almeno nella mia testa).

11/09/2015: ci sarebbe da essere felici principalmente per il fatto che è stato un altro giorno senza vedere faccia di merda. Ma poi sembra che gli si attribuisca troppa importanza, quindi focalizziamoci su una seratina tranquilla e piacevole con l’Ely e i suoi amici.

12/09/2015: andare a Stansted mi provoca rabbia profonda, ma era per una buona causa: andare a casa! Che di questi tempi è un toccasana. Ho riabbracciato il mio cagnone, tagliato i capelli e visto il mio amico del cuore (!) dopo tanto tempo. Son sempre visite brevi, ma cambiare aria è fondamentale.

13/09/2015: giornata di incontri. In paese c’era la sagra, quindi una passeggiata in centro in mattinata ha fatto sì che mi imbattessi in una serie di volti noti, tra cui, il mio amico d’infanzia M., che non vedevo da tantissimo. Mi spiace un po’ per il fatto che ci siamo persi di vista. L’ho sempre considerato la mia anima gemella, anche se poi le nostre vite hanno preso strade diverse. E poi il battesimo di D., che mi ha fatto rivedere in un colpo solo tante persone che non vedevo da un sacco. L’aperitivo al sole, un’altra passeggiata in centro e le chiacchiere con l’ex capa che si vede che ancora sente la mia mancanza. Giornata lunga ma molto molto bella.

Il suono più bello del mondo

“Questo è il suono più bello del mondo!” ha urlato l’altra sera Bono mentre aggrediva il palco del PalaAlpitour di Torino all’inizio della serie di concerti europei dell’ Innocence + Experience Tour. E ha ragione. L’atmosfera è elettrizzante, di quelle da pelle d’oca per 2 ore.

Gli U2 si fanno vedere generalmente a cadenza quadri-quinquennale. Il tempo tra un tour e l’altro è sufficiente a dimenticare parzialmente quanto ti sei divertito la volta prima, e, di conseguenza, ogni volta che devi litigare con le code (ora virtuali e assai fastidiose) per accaparrarti un biglietto ti domandi chi diavolo te lo fa fare. Poi questi quattro ormai anzianotti e con un po’ di panza saltano sul palco con l’energia dei punk che erano 30 anni fa e ti ricordano immediatamente perché ti sei sbattuto tanto quasi un anno prima per essere tra i fortunati a presenziare a quella megafesta.

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La tempistica peraltro è stata involontariamente straordinaria. Il bisogno di trovarmi in un grande spazio dove poter ascoltare la musica che amo e cantare a squarciagola le canzoni che mi hanno accompagnata per tutta la vita era immenso. E’ stato liberatorio ed emozionante e semplicemente bello. Mi ha ricordato che sono viva, che sto bene, che c’è tanta energia qui dentro, e che bisogna capire solo come liberarla. (Ulteriori spunti di riflessione si trovano nel post di rO, che quando l’ho letto ho sorriso perché penso esattamente le stesse cose).

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Lo scemo causa attuale di tutti i miei mali ovviamente alla fine non è venuto. Qualche settimana fa, quando ancora ci raccontavamo la favola che prima o poi le cose si sarebbero sistemate, mi aveva detto che comunque non sarebbe venuto, non se la sentiva. “Niente di personale”, mi disse. Che poi non si capisce cosa volesse dire: aveva forse avuto qualche diverbio con Bono relativamente al nuovo album? Divergenze artistiche? O magari era solo una cagata pazzesca?
“Vengo al concerto grosso di Londra!”, aveva aggiunto. Povero pirla. Vedere gli U2 è un’esperienza esaltante. Vederli in Italia è un’esperienza mistica. Siamo notoriamente i fans più infoiati della terra, quelli che cantano più forte di tutti, quelli che cantano così forte che i tecnici devono ricalibrare i suoni. L’O2 sarà anche più figo del’ex palasport olimpico di Torino, ma per quanto riguarda l’atmosfera non ho proprio dubbi.
Alla luce degli ultimi avvenimenti, dubito anche che lo vedremo al “concerto grosso di Londra”. Ci pensavo fugacemente mentre uscivo dal palasport sabato, dopo la seconda data. Ci pensavo e mi muovevo a compassione, e mi dicevo che anche se lui è una persona orribile che difficilmente perdonerò, io sarei ancora più orribile se gli impedissi di vedere questo spettacolo.
La musica, l’arte e la bellezza vanno oltre me e lui, i nostri litigi e le nostre rotture. Ma chissà se arriverà a capirlo.
Di sicuro io il 30 ottobre so già dove mi troverò.

 

Are we so… Are we so helpless against the tide?

100 Happy Days – Settimana 4

Riassuntini felici della settimana appena trascorsa.

31/08/2015: ritornare qui non mi fornisce grandi spunti per essere felice. Meglio quindi concentrarsi sul caffè con gelato sorseggiato sulla riva del lago in località Gargnano. Come essere in una cartolina.

01/09/2015: il primo settembre è come il capodanno. Tutto pian piano ricomincia. Oggi ho preso la decisione più importante degli ultimi tempi: prendermi cura di me. Tutto il resto viene dopo.

02/09/2015: da oggi intervallo. Da oggi, forse, riuscirò ad avere finalmente quel tempo e quello spazio che mi servono per ricominciare a stare bene. Spero.

03/09/2015: oggi ho preso un aereo ad un orario improbabile e sono atterrata in Liguria. Non avrò dormito su di un letto, ma ho pisolato in spiaggia, che poi è uno di quei piccoli piaceri che purtroppo ci concediamo poco. Quanto è meraviglioso riposare cullati dallo sciabordio delle onde? Il mare è una medicina favolosa per l’anima.

04/09/2015: U2. Non devo dire altro. Saranno vecchi, saranno brutti, saranno rompipalle… Ma che razza di spettacoli mettono in piedi! Due ore e mezzo di emozioni pure, pelle d’oca e canti a squarciagola. La meraviglia.

05/09/2015: vedi sopra. Ho fatto la doppia, stavolta in posti migliori della sera prima. Stupendi sempre e comunque. Sunday Bloody Sunday mi ha fatto piangere. Se non è emozione vera questa… (inoltre, ho anche passeggiato per Torino, che amo, e sono salita per la prima volta sulla Mole. Viva le giornate da turista!)

06/09/2015: con le pive nel sacco mi sono riavviata verso la perfida Albione. Ma mi sono organizzata bene, e mi sono fermata a Londra per un brunch con amici. Serve sempre un po’ di carica prima di tornare in questo buco.

 

100 Happy Days – Settimana 3

Riassuntini felici della settimana appena trascorsa.

24/08/2015: per cosa mi felicito oggi? Tempo brutto, pioggia tutto il giorno… Ma ho cenato con l’amica che lunedì si trasferisce, ho chiacchierato e ho provato un nuovo piatto tailandese. Ho anche visto un film carino al cinema… L’importante era non stare a casa a pensare alle solite cazzate.

25/08/2015: oggi altra seduta di ipnoterapia. Ne sono uscita rilassata e di umore migliore. Pensandoci bene, sono stata mediamente di buon umore tutta la giornata, che di questi tempi è cosa assai rara.

26/08/2015: l’estate britannica (ammesso che si possa definire tale) si riassume in un tardo pomeriggio di agosto a guardare cricket (di cui non capisco una cippa) indossando un maglioncino e la giacca a vento e bevendo Pimm’s con gli amici. Aggiungo che la mia squadra ha vinto. Evviva!

27/08/2015: oggi non c’è veramente un cazzo per cui essere felici. Volevo organizzare una cosa con un paio di amiche, e quell’altro ignorante ci ha voluto buttare di mezzo la fidanzata. Risultato: ho organizzato e sono stata a casa. Tanto comunque la rigiri non va bene. Forse sono meno incazzata del solito. Mettiamo questo come lato positivo della storia.

28/08/2015: hai presente quando di colpo ti rendi conto di quanto vuoi bene a una persona? Generalmente succede nel momento in cui ci si dice addio. Io voglio un sacco bene alla mia amica L., e ho pianto e sto ancora piangendo dopo averla salutata, poco fa, prima del suo trasloco altrove. Se questa è la mia reazione, allora vuol dire che c’è qualcosa di vero che ci lega e ci legherà, nonostante la distanza.

29/08/2015: per fortuna che sono partita per un paio di giorni. L’ultima scenata mi ha ricordato che le soap opera vanno viste in TV, non vissute. Sono andata al Lago di Garda con una delle mie migliori amiche, a trovare una delle mie migliori amiche. Ho dormito alla grande e mi serviva.

30/09/2015: una giornata stupenda. Colazione con calma, tutto il pomeriggio al lago (con annesso primo tuffo nel lago!), aperitivo e cena a Salò, fuochi d’artificio. Tutti i giorni dovrebbero essere come questo.