100 Happy Days – Settimana 11

Riassuntini felici della settimana appena trascorsa.

 

19/10/2015: Sole a Varsavia! Ultima giornata piena insieme al mio compagno di merende. Abbiamo visitato di nuovo la città vecchia, che finalmente ci ha mostrato i suoi veri colori, e siamo stati al museo dell’insurrezione. Una visita molto interessante e toccante. Abbiamo concluso in bellezza con una sontuosa cena in un grazioso ristorante, con tanto di vodka offerta dal cameriere che masticava un po’ di italiano. E poi un’ultima bevuta assieme. Cheers!

20/10/2015: Stavolta devo dire che non mi dispiaceva partire. Mi è piaciuto questo assaggio di Europa dell’est, ma mi sento un po’ troppo occidentale per trovarmici a mio agio. Detto ciò, mi sono goduta una passeggiata da sola, ho visto un paio di cose che ci erano sfuggite nei giorni precedenti, e poi mi sono spazzolata l’ennesimo piatto di pierogi, che sono il mio nuovo piatto preferito. La cucina polacca non mi ha sbalordito, ma quei ravioli sono deliziosi! (strano che si parli di cibo qui, eh?).
Nota a margine: in un negozio di artigianato locale, inaspettatamente risento dopo anni questa canzone di Johnny Rzeznik dei miei amati Goo Goo Dolls. Davvero una piacevole sorpresa (e ovviamente da allora la canzone è in loop su Youtube).

21/10/2015: I fans attenti sanno che questa data fa rima con Ritorno al Futuro. In un cinema locale proiettavano il primo e il secondo, e alla fine sono riuscita ad organizzarmi con F per andare (solo io e lei perché gli altri interessati sono arrivati lunghi e non c’erano più biglietti). Che bello! I film li avevo visti secoli addietro, me li ricordavo piacevoli ma non così belli e divertenti. Ovviamente ho il bias della persona nata e cresciuta negli anni 80, ma davvero sono uno spasso. A seguire, abbiamo recuperato R e S e siamo andati in giro per un paio di pub per finire la serata. Grande Giove, che divertimento!

22/10/2015: Dopo migliaia di miglia trascorse sui cieli d’Europa, finalmente British Airways mi conferma la Bronze Membership! Zero vantaggi, ma era talmente vicina che ormai la bramavo come poche altre cose. Finalmente ce l’ho fatta!

23/10/2015: Come sempre, star fuori dall’ufficio è un toccasana: oggi tour di varie potenziali location per eventi – non che io faccia questo di lavoro, ma mi piaceva l’idea di visitare qualche luogo di Oxford generalmente inaccessibile (e mangiando gratis). Il prosecchino alle 11:30 ci voleva proprio.  E poi il nuovo collega N ha organizzato una serata al pub, e ci ha fatto finalmente conoscere il suo cane!

24/10/2015: Giornatina tranquilla, come non ne vivevo da un po’. Ho infornato biscotti e sono uscita a cena, sfondandomi di delizioso sushi con i soliti sospetti. Viva i biscotti, viva il cibo giapponese!

25/10/2015: Sto per dire una cosa che mi farà passare per pazza: sono stata a lavorare (di domenica) e mi è piaciuto! Attenzione: non soffro di stakanovismo, ma ci sono delle cosette che non riesco mai a fare durante la settimana perché c’è sempre qualcuno che rompe. La domenica è tutto tranquillo, e la produttività s’impenna. Dopo il dovere, sono andata a vedermi la semifinale di rugby (brava Australia! Ma sabato prossimo faccio il tifo per gli All Blacks), e poi aperitivo con gli italiani, e infine ho infornato una pizza che credevo sarebbe stata un disastro e invece è uscita ottima. Meglio di quelle che facevo per quello là. Settimana chiusa in bellezza.

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100 Happy Days – Settimana 10

Riassuntini felici della settimana appena trascorsa (in differita causa viaggi).

 

12/10/2015: Che palle tornare. A casa si stava proprio bene. Non ho molto di cui gioire per oggi, a parte forse il fatto che il viaggio è andato bene, ed è iniziata una nuova settimana senza lui. Molto più importante: ho pranzato con l’arrosto del giorno prima, che papi ha accuratamente messo sottovuoto per la sottoscritta. Chi più emigrante di me?

13/10/2015: Un altro lungo martedì di successi. A parte il lavoro, che è la solita rottura di palle, una bella sessione di pilates per rinforzare i glutei (!), ipnosi ultra rilassante e un mega hamburger al pub con gli australiani. Soprassediamo sul risultato del quiz… Abbiamo fatto pietà, ma almeno ci siamo divertiti.

14/10/2015: In giornate un po’ anonime come questa, felicità è fare quattro risate col capo, tornare a casa un po’ più tardi del solito, pulire il bagno (no, questo è uno scherzo) e rimettersi in pari con le serie TV preferite. Big Bang Theory e Once Upon A Time, nello specifico. Lentezza, mi piaci.

15/10/2015: Festa della birra! L’anno scorso ci ero andata con lui e L, fu una serata per lui divertentissima e per me disastrosa… Sono incredibilmente felice di poter dire che quest’anno è andata molto ma molto meglio. Ci sono andata con F, e poi ci ha raggiunto un altro ex collega, e poi il mio nuovo amico M col suo simpatico coinquilino, e il sempre favoloso R, che quasi mi ha strappato una confessione sulla mia attuale gatta da pelare. Ho provato birre interessanti e soprattutto mi sono fatta un sacco di risate in ottima compagnia. Pollici su!

16/10/2015: Grazie FB di ricordarmi che oggi è il compleanno di quel pirla. Me lo ricordo anche io (essendo esattamente un mese prima del mio, è fin troppo facile). Non sarà stato un caso se poi verso sera, e tra l’altro poco dopo avergli mandato un asciutto messaggio di auguri, mi si è creato del risentimento a livello gastrointestinale… Ad ogni modo, poi mi sono sentita meglio e ho passato una bella serata con gli amici italiani. Purtroppo segnava anche l’addio di S alla ridente Inghilterra, cosa di cui mi dispiaccio molto… Ma lui è felice, e sono contenta che lo sia.

17/10/2015: Varsavia! Levataccia e partenza a orario ignobile, ma oggi ho riabbracciato A in una stanza di un hotel costruito nello stile del realismo socialista. Faceva freddo e pioveva, ma un giretto ce lo siamo fatti, e abbiamo pensato bene di sbronzarci con birre locali in un posticino talmente semplice da trovare che ci siamo persi una decina di volte. Evviva!

18/10/2015: Per esplorare Varsavia ci siamo ammazzati di camminata. Abbiamo visitato il palazzo reale, e la città vecchia. E’ incredibile vedere il modo in cui è stata ricostruita, mattone per mattone. Uguale all’originale, rasa al suolo durante la guerra. Rifatta talmente bene da essere diventata patrimonio dell’umanità per l’UNESCO. Sono felice di averla vista, soprattutto perche difficilmente credo che ci tornerò, ed è un piccolo ricordo unico.

Del perdono e altre diavolerie della coscienza

Ultimamente mi trovo davanti a spunti di riflessione che mi stanno dando un po’ da fare, relativamente alla gatta da pelare che ho per le mani da qualche mese.

Scuse. Perdono.

rO, in maniera provvidenziale, nel suo ultimo post rimanda a qualcosa che scrisse un paio di anni fa, dove cita l’ultima lezione del professore di informatica Randy Pausch. Estrapolando da essa il seguente passaggio:
Una buona scusa è formata da tre parti:
1. Mi dispiace
2. Era colpa mia
3. Cosa posso fare per rimediare?

Quello là si è scusato? Non ne sono ancora del tutto sicura. Se vado a ritroso, cosa che peraltro preferisco non fare, mi vengono in mente sue accuse e lamentele per i miei comportamenti bizzarri. Segue poi il punto 3 (“voglio sistemare le cose, cosa devo fare?”), che però non veniva dopo i punti 1 e 2. E poi sembrava piuttosto una richiesta di aiuto, un modo per dire che non capiva bene quale fosse l’inghippo e che dovevo dirgli io cosa fare. Abbiamo parlato, si è detto dispiaciuto, ma ogni volta appoggiava una piccola accusa, un dire “OK, io sono stato uno stronzo, però tu ti stai comportando troppo male e dovrebbe già esserti passata”. Grande classico del victim blaming, in senso figurato.
Non ho dubbi sul fatto che sia sinceramente dispiaciuto per come sono andate/stanno andando le cose, ma nutro perplessità sul fatto che abbia davvero capito il nocciolo della questione. Soprattutto gli sfugge un dettaglio: essersi scusato non gli garantisce un perdono automatico, tanto meno un ritorno al rapporto che avevamo prima. E le cose si possono spiegare innumerevoli volte, ma se uno non ci arriva (o non ci vuole arrivare)…

Perdono.

Nelle ultime due sessioni, la mia ipnotizzatrice ha cercato di inserire nel mio subconscio questo concetto. Non ricordo sempre tutto quello che dice, soprattutto dal momento che ultimamente ho imparato meglio ad entrare in quella che dovrebbe essere una sorta di trance, ma questa cosa la ricordo.
Se qualcuno ti ha ferito, questo è il momento di perdonare questa/e persona/e.
Ovviamente, conoscendo la storia, sappiamo tutti a chi si riferisce.

Il perdono è una cosa molto bella, ed è forse l’unica maniera di sganciarsi in maniera definitiva dal passato, voltare pagina e andare avanti. Ma poi, in termini pratici, cosa vuol dire? Credo/temo che lui si aspetti questo: essere perdonato e tornare al rapporto che avevamo prima. E allora, ritornando a quanto detto sopra, scusarsi non garantisce un perdono automatico, ma un eventuale perdono non significa un ritorno alle origini. Che menata!

Sono troppo cattiva, o semplicemente dovrei trovarmi amici migliori?

Ai posteri l’ardua sentenza.

100 Happy Days – Settimana 9

Riassuntini felici della settimana appena trascorsa.

05/10/2015: Iniziare la giornata in pedana alle 7:45, con l’incombenza di un coglione per aiutante già alle ore 8:00 non è bello, specie dopo un fine settimana piacevole. Ho limitato i contatti al minimo sindacale richiesto per lavorare bene e ho passato il resto della giornata a perdere tempo aiutando qualche sprovveduto alla conferenza. Nel pomeriggio, un ragazzo posteggiato ad uno degli stand degli sponsor ci ha offerto dei biscotti fatti in casa – bravo ragazzo, bravo! E poi stasera ho dato un’occhiata veloce alla posta e ho scoperto che capo mi aveva scritto per sapere se ero tornata sana e salva dalla Costa Azzurra. Ecco, uomini come lui purtroppo sono merce rara.

06/10/2015: Avrei voluto scrivere che abbiamo vinto il pub quiz, ma purtroppo per un punto non ce l’abbiamo fatta. Mannaggia! Però al quiz c’ero, e tanto mi basta. I miei nuovi amici mi piacciono. La conferenza è al giro di boa. Stamattina merda ha fatto una battuta pessima (o, quantomeno, certi tipi di battute come potrebbe evitarli), che ha ottenuto una risata sarcastica e condita di disappunto come risposta. Lui e la sua crescente panza sono stati evitati il più possibile durante il giorno, complici il poco lavoro da svolgere, il pranzo (mio) fuori sede e la mia fuga prematura. Dopodomani si toglie dalle palle per un paio di settimane, e si respira già aria migliore.

07/10/2015: Ho detto si respira aria migliore, ma oggi alla fine dei conti, chissà per quale motivo, ero un po’ triste. Il periodo è quello che è, anche se decisamente sto meglio. Diciamo che lavorare alla conferenza mi aveva permesso di staccare un po’ dal solito ambiente, e tornare in ufficio è stata una rottura. D’altra parte, ho ricevuto complimenti per il lavoro svolto. Anche fiori – che non mi piacciono tanto, ma sono un bel pensiero. Per la sera avevo organizzato una cena con gli amici italiani, che si è velocemente trasformata in una baraonda con compleanno a sorpresa e tante tante risate. Poteva essere peggio!

08/10/2015: La giornata si è aperta malissimo con i ricordi di FB che mi hanno sbattuto in faccia un selfie della vacanza dell’anno scorso. Per fortuna le foto sono poche, visto che lui si vergognava di essere in giro con me… Meno ricordi. Poi però sono andata in ufficio e c’era la festa di addio di uno stronzo che si trasferisce in California (zero invidia), e naturalmente si è mangiato, ma soprattutto c’era champagne. Alle 11:00. Spero che diventi una tradizione. In serata io e A. ci siamo imbucati a un aperitivo con pizza a volontà, e con la pancia piena sono rientrata a casina a fare la valigia per un altro weekend.

09/10/2015: Oggi si va a casa per il weekend. Prendere aerei per me ormai è una droga, evidentemente. Mi rendo conto anche che sto perdendo il contatto con la realtà di questo posto, ma non sono sicura che la cosa mi dispiaccia. La cosa buffa di oggi è che sono stata a cena al ristorante dove vado sempre in aeroporto, e la cameriera non solo si è ricordata di me dalla settimana scorsa, ma si è anche ricordata che ho ordinato la stessa cosa. Mi preoccupo?

10/10/2015: Prima di tutto ho riabbracciato il mio cagnone dopo un lungo mese lontani. Povero, credo che ormai sia super confuso dalle mie apparizioni e sparizioni. E poi ovviamente in compagnia con la famigghia, e infine cena golosa con le amiche a base di gnocco e tigelle, che sono tra le cose più incredibilmente buone della cucina emiliana. Che gioia per il palato (e per me!).

11/10/2015: Inizio giornata con una pasta della Dora, che è l’apoteosi della pasticceria. Sono poi sopravvissuta al compito di madrina alla cresima di mio nipote. Il vescovo era pure abbastanza simpatico ed ascoltabile (al contrario del parroco). C’era un sole stupendo e un delizioso caldino che mi ha ricordato quanto sia bello questo periodo dell’anno in Italia. E poi ultime coccole col peloso. Una bella domenica.

Buck

100 Happy Days – Settimana 8

Riassuntini felici della settimana appena trascorsa.

28/09/2015: Comincio a rendermi conto del fil rouge che collega i miei giorni felici: il cibo! Oggi la mia amica M., quella secondo la quale l’unico vero triathlon è antipasto-primo-secondo (!), mi ha portato delle mega ciambelle artigianali di Roma. I suoi gliene hanno portate una vagonata quando sono venuti a trovarla, e nel timore che andassero a male ha scelto un paio di intenditori per regalarne alcune. Inzuppate nel caffellatte sono una goduria. E poi, per non farsi mancare nulla, ho preparato una bella teglia di lasagne. Comfort food per i tempi bui.

29/09/2015: Oggi è stata una giornata un po’ del cazzo, diciamolo. Del resto, 100 Happy Days è una challenge, una sfida. Non è che ogni giorno possa essere tutto perfetto, e alle volte risulta difficile trovare qualcosa per cui essere felici. Per esempio, oggi ho dovuto accettare di malavoglia il fatto che uno dei miei aiutanti di punta alla conferenza della prossima settimana sarà il mio ex amico del cuore (collega che si occupa della logistica: “Tu sei molto amica di S. vero? Ora lo andiamo a chiamare per darci una mano!” ……….. Silenzio). Poi a fine giornata mi arriva una mail di una delle risorse umane che molto cortesemente mi invita a restituire il 40% del mio stipendio di questo mese per un errore dell’ufficio paghe. E poi non si va al pub quiz. E quindi torno a casa e come sempre trovo le pulizie non fatte, mi metto a farle io e arriva la deficiente con cui abito che mi dice: “Guarda lo stavo per fare io!” – ma vai in mona, e preferibilmente stai zitta.
Insomma, una schifezza. Se devo (e devo!) trovare un aspetto positivo, probabilmente la mia reazione alla mail sullo stipendio: probabilmente qualche tempo fa sarei andata in para, mentre ieri ho letto la mail, l’ho girata al capo, e con un bel respiro mi sono autoconvinta che non ci sia alcun problema e che i miei soldini resteranno con me. Non mi preoccupo.

30/09/2015: Lati negativi della giornata: meeting con Mr Simpatia (lo ammetto, sono io la sgodevole in questo momento, ma insomma…), che dopo settimane si è ripresentato a pranzo con noi al grido di “E’ da un bel po’ che non si organizza un venerdì al pub…”. Ora, a parte il fatto che io venerdì scorso c’ero al pub, la domanda sorge spontanea: perché non organizzi tu?
Lati positivi della giornata: C. è venuta a trovarci con la sua bimba di 2 mesi, mi ha fatto veramente piacere rivederla dopo un bel po’. E’ una delle mie persone preferite qui dentro, sempre gentile e disponibile. Una di quelle persone che ti strappano sempre un sorriso. Ho chiacchierato tanto con lei e il mio collega R., che è sempre grandioso. E poi c’era la torta (parlo di cibo, strano)! In serata mi sono buttata all’avventura del meetup: per essere stata una serata in compagnia di sconosciuti, è stata piuttosto piacevole.

01/10/2015: Fisicamente non sto benissimo e il periodo mi debilita un po’ anche per ricordi dell’anno passato, di quando si stava effettivamente meglio. Merda mi infastidisce con il suo trappolamento per le ferie, e vorrei solo che stesse zitto e mi lasciasse perdere. Non sopporto neanche quei 2 minuti di interazione. Ma insomma, anche oggi si è mangiato a sbafo (!), ho finalizzato un altro paio di cose per l’Australia, e sono andata a farmi ipnotizzare – sto diventando molto brava in questa meditazione guidata e mi sembra piuttosto utile. Aggiungo infine che sono arrivata al giro di boa! 50 giorni di pensieri positivi. Riusciranno i nostri eroi ad arrivare in fondo?

02/10/2015: Giornata inizialmente pessima, a causa della nostalgia (di cui al post dettagliato). Ma poi il lavoro è scivolato via velocemente, e la sera sono partita per Nizza. Sì, un altro giretto per scappare dalla perfida Albione. Ho fatto tutto un po’ di fretta, e sono arrivata a mezzanotte in una città silenziosa. Ho visto il mare e stavo già meglio.

03/10/2015: Sveglia presto e inizio in scioltezza con un bel tour enogastronomico a piedi. Non prelibato come quello di San Sebastian – che mi fa venire l’acquolina in bocca solo a pensarci – ma tutto sommato molto interessante e divertente. E poi se si magna… In serata ho incontrato M., un amico di A. che da qualche mese si è trasferito in Costa Azzurra. L’aperitivo si è presto trasformato in cena a causa dell’alluvione che si stava abbattendo sulla città, ma del quale ovviamente non ci siamo accorti! Sì, pioveva forte forte e tantissimo e non riuscivamo a trovare un momento opportuno per uscire dal locale, ma… Siamo vivi. Questa è un’ottima ragione per essere felici!

04/10/2015: L’anno scorso San Petronio ci regalò uno spettacolare upgrade da due stanze doppie a una suite imperiale, ad oggi il mio miglior colpo per quanto riguarda i soggiorni in hotel. Quest’anno mi sono svegliata da sola nella mia cameretta di Nizza. Un po’ malinconica, sicuramente, ma dopo il disastro della sera prima non pensavo avrei aperto la finestra su un sole splendente. Spero sia una metafora della mia vita. Ho fatto tutta la Promenade des Anglais fino al castello, e sono salita a godermi un panorama stupendo, fatto di tante sfumature di blu incorniciate da pini marittimi profumatissimi. Non è stato facile scendere, ma poi il blu diventava sempre più stupendo mentre camminavo sul lungomare verso il porto vecchio. Ho mangiato una ratatouille mica male (anche se mi fa un po’ ridere l’orgoglio che i francesi provano per questa roba che alla fine è praticamente una peperonata), e poi sono andata a sedermi in un baretto sulla spiaggia. Il cameriere non mi ha cagata di striscio, quindi senza colpo ferire ho passato un’oretta al sole su una comoda poltrona in riva al mare e senza sganciare un euro. Success! Ho messo i piedi in acqua (che male quei maledetti ciottoli) e mi sono riempita gli occhi di blu e di mare. Provo profondissima invidia per chi abita in un posto come Nizza. O come San Sebastian. O Sydney.

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Nostalgia nostalgia canaglia

… che ti prende proprio quando non vuoi…

L’autunno è per antonomasia la stagione della nostalgia. Se ci aggiungiamo poi che oggi, l’anno scorso, si partiva per una bella vacanza con Simpaticissimo, e che porco cane è stata talmente una bella vacanza che non riesco neanche ad odiarlo come vorrei… Beh. Diciamo che in questi giorni potrebbe andar meglio.
Per evitare incresciose imboscate di Facebook e dei suoi ricordi, ho de-taggato l’unica foto di me con lui, nella quale peraltro non compariamo noi ma un bellissimo tramonto sui tetti di Bologna. Del resto, pur volendo la comodità dell’agente di viaggi/guida turistica parlante italiano, temeva le chiacchiere degli amici comuni al fatto che fossimo in vacanza insieme. Il suo commento l’ultima sera, mentre dormiva nella MIA cameretta a casa MIA è bastato in effetti a distruggere in 3 parole 10 giorni per i quali io ero preoccupatissima e che invece erano andati meglio di quanto potessi sognare.
La mancanza di coscienza è sempre stata evidente, qualora avessi mai avuto qualche dubbio. Se penso che gli ho fatto conoscere il mio cane mi prenderei a sberle.

Ma forse, in fin dei conti, fa bene a me ricordare questo in positivo, piuttosto che accartocciare tutto e buttarlo nel fuoco. Se non altro non si è trattato di una forzatura, e portarlo a conoscere il mio paese è stata una bella esperienza anche e soprattutto per me. Tuttavia, il fatto che io sia (sfortunatamente?) dotata di ottima memoria fa sì che io ricordi praticamente ogni minuto di ogni singolo giorno di quel viaggio, e quindi a questo punto mi fermo perché altrimenti dalla malinconia passo alla depressione.

Una menzione speciale in questo post nostalgico è per il dipartimento dell’immigrazione australiano. Oggi ho fatto domanda per il visto turistico: ho compilato il modulo sul sito, inserito dati vari, cliccato invia. Mi arriva mail di conferma con documento allegato. Apro il documento e lo trovo indirizzato a me, al mio indirizzo di Sydney.
Amici dell’immigrazione, siete persone orribili e senza cuore.

 

On air, ovviamente loro.