Cosa pensano le creature del mare?

E’ stato bello fuggire da qui, un paio di settimane fa. A ben vedere, è sempre bello fuggire da qui, ma questo è evidente.

Sono stata alle Azzorre. Quelle dell’anticiclone, per intenderci. Quell’arcipelago che, alla fine dei conti, è a solo 4 ore di volo da Londra, forse un paio da Lisbona, eppure ha l’aria di essere un luogo sperduto nel mezzo del nulla. In effetti un po’ lo è: 9 isole sparse in mezzo all’Atlantico, 9 speroni di roccia punteggiati di vulcani spenti, dove però la terra ribolle ancora, e là sotto fa ancora così caldo che puoi scavare una buca e metterci una pentola e cucinare uno stufato.
La natura è ancora abbastanza incontaminata, e quell’umidità insopportabile, che quasi ti toglie il fiato, ti premia poi con il verde più verde che tu abbia mai visto, e migliaia di ortensie, e ananas che di così buoni e dolci e succosi vi assicuro che non ne avete mai mangiati.
E poi ci sono le caldere dei vulcani, trasformate in laghi azzurri come sulle Alpi, e le spiagge nere di sabbia vulcanica, e l’oceano blu come gli zaffiri (o il “coer de la mer“, se preferite un riferimento cinematografico), i delfini a decine, e un fondale che non ti aspetti in un posto che non ha una barriera corallina. C’era la stella marina rosso fuoco, e il pesce pappagallo (immancabile), e il riccio di mare che non punge, e il pesce palla. Gonfio, arrabbiato, e tenerissimo. Piccino piccino!

L’architettura è interessante. Le case hanno tutte (o quasi) le porte e le finestre incorniciate da basalto, la pietra vulcanica che evidentemente abbonda. E’ il segno particolare, quello che rende unici gli edifici di queste isole.
Questa, per fare un esempio, è la porta della città di Ponta Delgada. Anche lei incorniciata di basalto. Oggi si trova in una piazza del centro, e la sua funzione è essenzialmente decorativa. Ma un tempo, quando non era ancora stata costruita l’Avenida, era lambita dal mare, e chi attraccava a Ponta Delgada varcava davvero quella porta per entrare in città.

Il Portogallo è un luogo strano. Forse non il posto migliore dove trascorrere tempo per una persona come me, assai ancorata al passato.

Saudade.

L’avevo gia avvertita a Lisbona, anni fa. Guardavo la Torre di Belem, minuta accanto ad uno degli argini dell’estuario del Tago (non fatevi ingannare dalla prospettiva: In confronto al fiume, è davvero piccola). Un tempo osservava i vascelli che lasciavano il Portogallo verso i nuovi mondi, ed era forse un sollievo per chi finalmente la scorgeva all’orizzonte, tornando in patria. Ora è un delizioso elemento architettonico, un piccolo gioiello che ha ormai dimenticato gli splendori delle esplorazioni.
Le Azzorre fanno lo stesso effetto. Del resto, una volta scoperte, fungevano da fermata intermedia tra l’Europa e le Americhe. Secoli di ricchezza che si riflettono nell’architettura pregevole di Angra do Heroismo, per esempio. Senza più navi da riparare e rimettere in acqua verso chissà dove, senza tesori da dichiarare alla dogana, Angra ora è una pigra cittadina di mare, graziosa e quasi senza tempo. Mi è dispiaciuto lasciarla. Avrei tranquillamente passato settimane sdraiata sulla spiaggia nera, tuffandomi di tanto in tanto nelle acque temperate (incredibile! O forse credibile, cara la mia corrente del Golfo) dell’Atlantico. A chiedermi cosa pensano le creature del mare, quando un goffo esemplare di umano avvolto in una muta, e con la maschera e il boccaglio, si aggira sul pelo dell’acqua cercando di incontrare il loro sguardo. La natura è un posto difficile, eppure la loro vita sembra incredibilmente semplice da vivere.

La cosa buona di questa vacanza è che mi ha completamente scollegato dalla realtà. I casini del lavoro, le rotture di palle della vita… Svanite nel vento, disperse nell’oceano, evaporate nelle nubi.
Almeno fino a quando la saudade non ha colpito. Perché è bello viaggiare da soli, ma ogni tanto manca qualcosa. Forse dovrei smettere. Ma c’è ancora tanto mondo da vedere!
E dopo la saudade, l’ansia. Dover tornare, dover lasciare il sole, il bagno delle 7 di sera nella piscina con la gente del posto, la lingua che ormai cominciavo a capire, il pesce buono a poco prezzo, quei maledetti ananas, il mare… L’ultimo giorno è stato il più difficile.

C’è una nave che vorrei che lasciasse il porto, ma continuo a scorgerla all’orizzonte dalla mia Torre di Belem.

 

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La casa è dov’è il cuore

I lettori più attenti (!) avranno notato che qualche settimana fa sono stata in Australia. Beh, più che qualche settimana ormai mi sembra che sia passato qualche secolo, ma non è questo il punto.
I lettori ancora più attenti (!!) avranno anche notato/dedotto che in Australia ci ero già stata, in passato, trascorrendovi parecchio tempo. L’ho adorata come mai nessun posto al mondo, e a posteriori ritengo di averla lasciata al momento giusto, quando stava cominciando a perdere quell’aura di magia che l’aveva resa speciale. E’ stato un po’ come quando si dice che è meglio che uno sportivo molli quando è ancora all’apice, per chiudere la carriera da campione e lasciare un bel ricordo. Ho fatto i bagagli quando ancora amavo quella terra, sapevo che era ora di andarsene e volevo partire con la nostalgia. Mi sono maledetta per mesi, ma sapevo che, sotto sotto, era giusto così.

Quando sono tornata, a novembre, erano passati oltre 3 anni dalla mia partenza. Da quando mi ero alzata per riempirmi gli occhi di un’alba invernale a Coogee, e avevo salutato il mio chauffeur personale Danny e il sempre sorprendente Justin che era venuto apposta all’aeroporto perché sapeva che c’era una vetrata attraverso la quale i passeggeri potevano salutare famigliari e amici che restavano a terra.

Tornare in un luogo che un tempo è stato casa è strano.
A Perth ero già stata varie volte, e la conoscevo, ma ero sempre stata una turista. Aveva semplicemente l’aria familiare di un posto visto in precedenza.
Port Lincoln è stata una novità, e uno stop solo a fini pratici.
Phillip Island è stata una piacevole sorpresa, nonostante il freddo. Tanta natura, tanti animali, tanto relax.

Sydney… Beh, Sydney è casa. Quando il bellissimo pilota che sedeva accanto a me sul volo da Melbourne mi chiese: “Stai tornando a casa?”,  gli risposi che sì, in un certo senso era proprio così.
Mentre l’aereo scendeva ho visto luoghi familiari. Il palazzone brutto della mia università, e poi la spiaggia di La Perouse. E quella skyline che conoscevo bene.

Forse quello che più è strano è tornare da turista nella tua vecchia casa. Sapevo come muovermi ma al contempo avevo ovviamente dimenticato alcune cose, tipo le posizioni di certe fermate degli autobus, o i miei piatti preferiti in alcuni ristoranti che frequentavo spesso (quale orrore essersi dimenticati degli involtini di manzo e asparagi con maionese wasabi! Ne avrei mangiati a quintali). Tante cose sono cambiate, tanti palazzi nuovi, e le stazioni dei treni in centro tutte rinnovate (con grande confusione mia, che mi ci sono addirittura persa in un paio di occasioni). Tanto di nuovo, ma anche tanto di familiare.
Quando, scesa dal 353, mi si è aperto davanti agli occhi l’oceano a Maroubra, in un attimo sono tornata ai pomeriggi nei quali fingevo di studiare, e alle giornate di sole passate a leggere, o a guardare le onde (e chi le cavalcava), e alle passeggiate che mi schiarivano la mente e mi calmavano i pensieri. Quanto bisogno avevo di respirare l’aria di mare, di quel mare, dopo mesi di buio. E quanto bene mi ha fatto.

Che cosa bella e bizzarra rivedere gli amici che non vedevo da tanto, che magari sento pochissimo, e provare la sensazione di non esser mai andati via.

Ritrovare questa vista:

Milsons Point

Sentirsi a casa. Essere a casa.

100 Happy Days – Settimana 15

Il traguardo! Ultima settimana per questo piccolo diario…

 

16/11/2015: Auguri a me! La scelta di viaggiare in questo periodo non era ovviamente casuale. Se il compleanno cade di lunedì, meglio essere in un posto con più alte probabilità di bel tempo, e senza incombenze lavorative. Ho fatto colazione come al solito con un goloso mango, sono stata a passeggiare alla mia adorata Maroubra e poi ho incontrato per brunch il mio amico Eric, che aveva studiato con me e capitava in vacanza in Australia nel mio stesso periodo. E’ stato anche il genio che mi ha dato la soffiata sulla cena di compleanno prevista per la serata… Confessando di essere uno degli invitati! In effetti me lo aspettavo, dato che B non è stata molto abile a nascondere il fatto che qualcosa bollisse in pentola… Ma sono comunque rimasta sorpresa da quante guest star è riuscita a radunare. Una giornata vincente, un compleanno da ricordare.

17/11/2015: Giornata dedicata ad un po’ di sano cazzeggio, shopping e spiaggia. In serata ho rivisto gli amici con cui andavo alle serate trivia quando abitavo a Sydney. Come ritrovo si è scelto quindi un pub che facesse il trivia (!), e abbiamo fatto una figura orrenda perché evidentemente abbiamo perso lo smalto di un tempo… Ma non ci si lamenta, è stato bello rivedere tanti amici! E poi mi sono sparata una veloce sessione notturna di turismo sulla baia. Che meraviglia.

18/11/2015: Caldo. Oggi doveva essere il mio giorno libero da impegni, ma ovviamente non lo è stato. Perché quando torni dopo anni, 10 giorni non sono abbastanza per fare tutto ciò che vuoi fare e rivedere tutte le persone che ti mancano. Ho fatto colazione con una collega del mio primo lavoro, e poi sono andata a nuotare alla North Sydney Olympic Pool, che a mio avviso è la piscina più bella del mondo ed uno dei miei luoghi preferiti in città. Dopo tantissimo tempo ho anche azzardato qualche vasca fatta bene, cosa che mi ha ricordato che sarebbe ora di tornare a nuotare. E ho ammirato la vista, e cavolo… E’ davvero mozzafiato.
Ho preso il traghetto per tornare in città (un’altra delle mie attività preferite), ho fatto un altro po’ di shopping più o meno inutile e poi mi sono precipitata al mare a Coogee. Finalmente il primo bagno, che mi ha fatto sorgere alcune importanti domande, tipo: come accidenti facevo ad affrontare quasi quotidianamente quando abitavo qui? Rinfrescante. Stupendo.
Cena sushi (a prezzo scontato) con M. Vincente.

NSOP

19/11/2015: Giornata a zonzo con B che mi ha fatto vedere un po’ di posti nuovi in città. Abbiamo preso il traghetto e siamo andate a Manly per fish & chips, passeggiata in spiaggia, e sono anche riuscita a trascinarla in acqua per un bagno.  Obiettivo: tornare in UK con una abbronzatura invidiabile. E ci sto riuscendo.

20/11/2015: The end! 100 Happy Days senza mai mancarne uno e senza arrendermi. Evviva! Ma essendo una pedante, continuo fino a domenica 🙂
E dunque oggi è arrivato il grande caldo. 42 gradi altamente fuori stagione. Giornata perfetta per la spiaggia, con bagno obbligatorio per abbassare la temperatura corporea. La sera l’ho passata a Newtown con Z, G e T. Che tra loro non si conoscono, ma avendo ormai esaurito i giorni ho dovuto far convergere gli incontri. Una bella serata con bella gente.

21/11/2015: Beach hopping day! Con M e D abbiamo organizzato una piccola gita alle spiagge della costa a nord di Sydney. Sabbia arancione, mare grosso. Purtroppo anche un sacco di vento, e dunque abbiamo peregrinato un po’ fino a tornare verso la città per un po’ di quiete. Dopo un pisolino a Balmoral (!), ci siamo diretti alla volta di Milk Beach, perché un amico di un amico di non so chi ne aveva parlato bene. E questo tizio misterioso aveva ragione. Abbiamo scoperto una bellissima passeggiata lungo la baia, con vista stupenda sulla città, Harbour Bridge e Opera House, e tante piccole spiagge lontane dal casino. Sydney è anche questo: calette silenziose a due passi dal centro, e tante inaspettate sorprese.

22/11/2015: Ci avviciniamo alla mia ripartenza, ma non mi abbatto. Con D sono andata a dare un’occhiata al Homeground Festival davanti all’Opera House, per scoprire un po’ di cultura dei nativi australiani. Con annesso pranzo a base di canguro, che magari a qualcuno farà storcere il naso, ma è davvero gustoso! E poi passeggiata ai Botanic Gardens, e una cioccolata calda al nostro posto preferito. E infine cena di addio a base di quintali di cibo tailandese spaventosamente buono. Domani è l’ultimo giorno, non vorrei partire, ma sono talmente carica di energia positiva che non riesco neanche a sentirmi malinconica. E forse è un buon segno.

100 Happy Days – Settimana 14

Riassuntini felici della settimana appena trascorsa (o meglio, della settimana prima ancora… Ma non c’era tempo!).

09/11/2015: Avete mai avuto il piacere di nuotare con i leoni marini? Sono simili alle foche, paciocconi, rotondetti e più veloci di me e di te quando si tratta di sfrecciare nell’oceano. Ecco, il posto dove mi trovo ora, Port Lincoln, è noto per varie attività tra cui shark diving (seee certo) e nuotare coi leoni. Io ho fatto quest’ultima, e mi continuo a complimentare con me stessa per aver trovato il posto giusto, nonché il meteo giusto, per questa esperienza fantastica! Di primo acchito, quando mi sono immersa, pur essendo bardata con una muta, ho creduto di morire per il freddo pungente (ché anche se hai la muta, l’acqua entra…). Ma quando i primi cuccioli (li chiamano anche cuccioli del mare, con giusta ragione) sono arrivati a giocare con noi, non mi è più importato nulla dell’imminente congelamento. Sono stupendi, curiosi, giocherelloni, hanno quegli occhi enormi che ti ricordano in effetti un cane, e hanno quella tenerissima aria perplessa mentre cercano di capire cosa accidenti sei tu, umano di nero vestito che nuoti cosi lento. Valeva assolutamente la pena sfidare freddo e mal di mare, per passare un’oretta in acqua con questi cuccioloni!
[Nota a margine: finalmente stasera mi sono bevuta una Coopers Pale, la mia birra preferita!]

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10/11/2015: I voli in ritardo che poi ti fanno perdere le coincidenze non sono mai piacevoli, ma alla fine l’ho presa con filosofia. Qantas mi ha dato un voucher per il pranzo per chiedermi scusa, e si sa che il cibo gratis è ancora più gustoso. L’arrivo in ritardo mio e di B a Melbourne ci ha fatto saltare alcuni piani, ma alla fine non è stato male arrivare con calma. In più, la casa in affitto era graziosissima.

11/11/2015: Animali! Phillip Island, oltre che per il moto GP, è nota per la sua fauna. Koala, wallabies, echidna, pinguini. Più volatili di vario genere. E noi abbiamo visto praticamente tutto! In mattinata santuario dei koala, la sera parata dei pinguini! Che al calar del sole escono tutti dell’oceano per tornare alle loro casette sulla terra ferma. Troppo troppo carini, e poi è cosa nota che adoro i pinguini

12/11/2015: Il programma odierno prevedeva una visita al Wilson’s Promontory National Park, ma il Bureau of Metereology australiano ci diceva che non era il caso, che si prospettavano intemperie di ogni genere. Insomma, non la giornata migliore per andare a passeggiare in un parco nazionale. Cambio di programma e visita a spiagge vicine. Naturalmente c’era un sole stupendo. Bisogna dire ad ogni modo che la scelta è stata comunque vincente, perche le spiagge che abbiamo visitato erano davvero meravigliose. E io adoro una bella spiaggia con quei colori incredibili che ho visto solo in Australia.

13/11/2015: Dopo 3.5 anni torno nella mia Sydney! E non poteva andarmi meglio: ho volato in business class (biglietto preso con le miglia ovviamente, mica pagato), e per la prima volta nella vita mi si è seduto accanto un bel pezzo di ciao. Tra l’altro non solo bello, ma anche molto gentile e di compagnia. Insomma, un vero peccato che il volo sia stato breve! Anche se ero andata in brodo di giuggiole e avevo evidenti difficoltà di comunicazione… Mi ha chiesto se tornavo a casa, e gli ho risposto che in un certo senso era proprio così. Gli ho raccontato brevemente del mio viaggio ed imminente compleanno, e lui del suo lavoro di pilota Qantas (!) che stava andando a fare un assessment. Al momento di scendere, mi ha fatto gli auguri per il compleanno e io l’in bocca al lupo per l’assessment. Magari i voli fossero sempre così! Mi mancava un sano innamoramento flash. E poi tanta emozione a rivedere le spiagge dall’alto prima di atterrare, e Coogee dal vivo quando sono arrivata. Anche se poi ha diluviato. E’ bello sentirsi a casa.

14/11/2015: Giornata piena! Pranzo malese con B e altri amici, poi pomeriggio alla tea house di Taka per litri e litri di ottimo te verde a prezzi stracciati (si può andare in overdose da te verde, l’ho provato), e infine cena in uno dei miei ristoranti giapponesi preferiti. Sazia di ogni ben di Dio!

15/11/2015: Con la scusa del compleanno (che sarebbe poi il giorno dopo), ho radunato un manipolo di amici vari all’Opera Bar per un paio (abbondante) di birrette. Luogo stupendo per ritrovarsi dopo tanto tempo, e raccontarsi le proprie vite. Che poi, a pensarci bene, in momenti come questi capisci chi ci tiene a te e chi no. E io sono molto molto fortunata.
Naturalmente abbiamo concluso con una sontuosa cena taiwanese e quintali di mango pudding. Successone!

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100 Happy Days – Settimana 13

02/11/2015: Massimo sbattimento in ufficio, capo in paranoia perché parto per 3 settimane, un sacco di roba da fare e un po’ di ansia perché, diciamoci la verità: son 3 anni e mezzo che non mi faccio 20 ore di volo per andare dall’altra parte del mondo. Ce la farò? Ma intanto la valigia è pronta, e il check in è fatto. I’m ready to fly (se la nebbia se ne va).

03/11/2015: Prima di tutto, che figata che esiste una app per WordPress! Così posso continuare a scrivere anche in viaggio. E poi oggi ultimo giorno di lavoro prima delle ferie. Stress, gente impazzita… Affari loro, io vado! Sono ora a Heathrow, sono tutti stranamente amichevoli e mi emoziono sempre più al pensiero di tornare nella mia seconda casa dopo tanto tempo!
(E a bordo c’era la nazionale di rugby australiana, che alla fine è un bel vedere).

04/11/2015: Che dire di un giorno passato interamente in aereo? Che mi è andata bene perché avevo vicini di posto simpatici e no rompicoglioni, che su voli così lunghi non è proprio scontato. E ho affrontato le turbolenze con tranquillità (più o meno).

05/11/2015: Ciao Perth! Dopo qualche momento di incertezza, dovuta soprattutto al trauma da viaggio, mi sono tuffata in città, con la bizzarra sensazione che fosse passata al massimo qualche settimana dalla mia ultima visita, e non più di 3 anni. Sono andata alla mia spiaggia preferita, ho sonnecchiato al sole, e ho cenato coi miei amici e compagni di bevute R e L. Come ai vecchi tempi. Tasso di felicità: very high!

06/11/2015: Un giorno tutto per me. R e L avevano da fare, così mi sono organizzata per fatti miei. Mi sono alzata con calma, ho mangiato un mango perfetto (+1000000 punti felicità – che meraviglia trovarsi qui nella stagione giusta!), sono uscita a fare due passi in centro e poi ho preso il treno per Fremantle, il vero porto della città. Un sobborgo grazioso che ha mantenuto la sua architettura coloniale: palazzi di arenaria ed edifici colorati sulla strada principale. Sono andata alla vecchia prigione (l’edificio più antico del Western Australia) e sono finita in mezzo a un tour molto interessante. Ho concluso la gita con una bella birra (fredda, finalmente! No alla birra calda inglese), tranquilla al pub per i fatti miei. Ma che bello!

07/11/2015: In giro per le cantine della Swan Valley con R e L, e i genitori di L. È stato come fare un salto indietro nel tempo, a quando andavo a casa loro a Sydney e poi non riuscivo mai a tornare la sera stessa perché si beveva sempre troppo vino. La dimostrazione che con certe persone belle non serve la vicinanza geografica, perché poi ci si rivede e si riprende il discorso dove era stato interrotto dopo l’ultimo bicchiere di vino.

08/11/2015: E siamo arrivati in fondo anche a questa settimana! Oggi sveglia presto e volo per Port Lincoln via Adelaide. Giornata di transito, diciamo che sono felice di aver superato brillantemente il volo su aereo tipo giocattolo con eliche… Anche se mi sono aiutata un po’ con qualche goccia di valeriana! Il posto non è un granché, come spesso è il caso per le città australiane più isolate – domenica sera, strade deserte, solo io e qualche disadattato a spasso. Per fortuna so che c’è di meglio!

 

Uno dei vicini di casa dei miei amici

Uno dei vicini di casa dei miei amici

100 Happy Days – Settimana 12

26/10/2015: E’ da 75 giorni che tengo questo mini diario, e non ho ancora mollato. Già di per se una ragione sufficiente per essere felici! Specialmente se ripenso alle condizioni in cui mi trovavo quando sono partita… Ma è anche vero che la mia ragione di vita è mangiare, e quindi mi pregio di annotare tra i momenti felici la serata al ristorante italiano con un gruppetto di colleghi: ci siamo sfondati di bruschette, salumi, pizze e vino rosso, e mi sono fatta di quelle risate che se ci ripenso… Ancora rido!
Nota a margine: simpaticissimo non ha fatto neanche in tempo a tornare che già stressa. Temporeggio bevendo spuma.

27/10/2015: Son giorni impegnativi a lavoro, specialmente ora che capo si è ricordato che la prossima settimana parto per le vacanze, ed è entrato in stato di panico. Ma alla fine è anche bello, e piuttosto gratificante rendersi conto di quanto la gente qui ti reputi praticamente indispensabile (poveri stolti!). Abbiamo festeggiato il compleanno di A con i miei biscotti che sono andati a ruba, e dopo pilates sono andata a vedere il nuovo 007 con alcuni amici. Ero dubbiosa, perché per me, figlia di mio padre, 007 è solo Sean Connery, e Daniel Craig onestamente non mi pare sto gran figo. Ma il film mi è piaciuto, forse proprio per la ricchezza di omaggi ai vecchi Bond.

28/10/2015: Il momento della verità: pausa caffè con lui. Puntuale come una tassa, allo scadere dei 2 mesi di pausa da me richiesti, è tornato. La cosa merita un post a parte, ma il succo è che non mi è ancora passata del tutto, e ciò che mi rende felice oggi è il pensiero che settimana prossima partirò, e – volenti o nolenti – la pausa si prolungherà. Passando a momenti migliori, sono stata al pub quiz coi soliti e mi sono divertita un sacco, anche se come sempre siamo arrivati secondi, dannazione!

29/10/2015: Giornata di lavoro rilassante, ho schivato l’odiosa attività dell’intaglio delle zucche per Halloween (qui si fa anche questo, e io odio Halloween) ma allo stesso tempo ho passato 2 ore a cazzeggiare facendo foto agli “artisti”. Chi l’ha presa seriamente ha fatto davvero ottimi lavori. E poi è arrivata M a farmi compagnia per il weekend!

30/10/2015: U2, platea, seconda fila. Aggiungo altro? (post di approfondimento a seguire). C’era la merda ma mi sono divertita lo stesso, perché può esserci anche il demonio con me ma quando sul palco ci sono quei 4 vecchi io non ho più pensieri.

31/10/2015: Come detto sopra, a me Halloween fa cagare: non è una tradizione mia, non lo capisco e non mi piacciono le feste in maschera. Ma per quest’anno, essendoci anche M ospite (e lei adora le pagliacciate), ho fatto uno strappo alla regola e mi sono mezza mascherata. E’ stato divertente andare in giro con gli italiani a fare un po’ di casino in città, con le calze a righe da strega, un cappellino col teschio e un trucco che non si capiva se doveva essere da morte o da mimi. Abbiamo concluso alla festa di M. Arrivando con imbarazzante ritardo, abbiamo trovato la fine dei festeggiamenti e un po’ di rottura di balle, ma almeno il gesto io l’ho fatto. Che poi non mi si venga a dire che non sono di parola.

01/11/2015: Ecco, oggi è una giornata molto difficile. Sceso l’entusiasmo dell’amica in visita, il concerto, le feste… Mi sono svegliata stamattina che volevo solo piangere. Perché ovviamente, passando una serata con una persona che odi, e senza per una volta sentire il bisogno di prenderla a mazzate, mi sono tornati in mente i momenti belli, e sono seguiti i tanti perché. Mi ha salvato il compleanno di una collega, anche se era in un pub molto vicino alla di lui casa. Son stata un po’ in compagnia e ho detto due cazzate. Ora son di nuovo qui ammagonata, ma sto anche facendo la valigia per il mio viaggio. Mi sento un tantino schizofrenica.

100 Happy Days – Settimana 10

Riassuntini felici della settimana appena trascorsa (in differita causa viaggi).

 

12/10/2015: Che palle tornare. A casa si stava proprio bene. Non ho molto di cui gioire per oggi, a parte forse il fatto che il viaggio è andato bene, ed è iniziata una nuova settimana senza lui. Molto più importante: ho pranzato con l’arrosto del giorno prima, che papi ha accuratamente messo sottovuoto per la sottoscritta. Chi più emigrante di me?

13/10/2015: Un altro lungo martedì di successi. A parte il lavoro, che è la solita rottura di palle, una bella sessione di pilates per rinforzare i glutei (!), ipnosi ultra rilassante e un mega hamburger al pub con gli australiani. Soprassediamo sul risultato del quiz… Abbiamo fatto pietà, ma almeno ci siamo divertiti.

14/10/2015: In giornate un po’ anonime come questa, felicità è fare quattro risate col capo, tornare a casa un po’ più tardi del solito, pulire il bagno (no, questo è uno scherzo) e rimettersi in pari con le serie TV preferite. Big Bang Theory e Once Upon A Time, nello specifico. Lentezza, mi piaci.

15/10/2015: Festa della birra! L’anno scorso ci ero andata con lui e L, fu una serata per lui divertentissima e per me disastrosa… Sono incredibilmente felice di poter dire che quest’anno è andata molto ma molto meglio. Ci sono andata con F, e poi ci ha raggiunto un altro ex collega, e poi il mio nuovo amico M col suo simpatico coinquilino, e il sempre favoloso R, che quasi mi ha strappato una confessione sulla mia attuale gatta da pelare. Ho provato birre interessanti e soprattutto mi sono fatta un sacco di risate in ottima compagnia. Pollici su!

16/10/2015: Grazie FB di ricordarmi che oggi è il compleanno di quel pirla. Me lo ricordo anche io (essendo esattamente un mese prima del mio, è fin troppo facile). Non sarà stato un caso se poi verso sera, e tra l’altro poco dopo avergli mandato un asciutto messaggio di auguri, mi si è creato del risentimento a livello gastrointestinale… Ad ogni modo, poi mi sono sentita meglio e ho passato una bella serata con gli amici italiani. Purtroppo segnava anche l’addio di S alla ridente Inghilterra, cosa di cui mi dispiaccio molto… Ma lui è felice, e sono contenta che lo sia.

17/10/2015: Varsavia! Levataccia e partenza a orario ignobile, ma oggi ho riabbracciato A in una stanza di un hotel costruito nello stile del realismo socialista. Faceva freddo e pioveva, ma un giretto ce lo siamo fatti, e abbiamo pensato bene di sbronzarci con birre locali in un posticino talmente semplice da trovare che ci siamo persi una decina di volte. Evviva!

18/10/2015: Per esplorare Varsavia ci siamo ammazzati di camminata. Abbiamo visitato il palazzo reale, e la città vecchia. E’ incredibile vedere il modo in cui è stata ricostruita, mattone per mattone. Uguale all’originale, rasa al suolo durante la guerra. Rifatta talmente bene da essere diventata patrimonio dell’umanità per l’UNESCO. Sono felice di averla vista, soprattutto perche difficilmente credo che ci tornerò, ed è un piccolo ricordo unico.

100 Happy Days – Settimana 8

Riassuntini felici della settimana appena trascorsa.

28/09/2015: Comincio a rendermi conto del fil rouge che collega i miei giorni felici: il cibo! Oggi la mia amica M., quella secondo la quale l’unico vero triathlon è antipasto-primo-secondo (!), mi ha portato delle mega ciambelle artigianali di Roma. I suoi gliene hanno portate una vagonata quando sono venuti a trovarla, e nel timore che andassero a male ha scelto un paio di intenditori per regalarne alcune. Inzuppate nel caffellatte sono una goduria. E poi, per non farsi mancare nulla, ho preparato una bella teglia di lasagne. Comfort food per i tempi bui.

29/09/2015: Oggi è stata una giornata un po’ del cazzo, diciamolo. Del resto, 100 Happy Days è una challenge, una sfida. Non è che ogni giorno possa essere tutto perfetto, e alle volte risulta difficile trovare qualcosa per cui essere felici. Per esempio, oggi ho dovuto accettare di malavoglia il fatto che uno dei miei aiutanti di punta alla conferenza della prossima settimana sarà il mio ex amico del cuore (collega che si occupa della logistica: “Tu sei molto amica di S. vero? Ora lo andiamo a chiamare per darci una mano!” ……….. Silenzio). Poi a fine giornata mi arriva una mail di una delle risorse umane che molto cortesemente mi invita a restituire il 40% del mio stipendio di questo mese per un errore dell’ufficio paghe. E poi non si va al pub quiz. E quindi torno a casa e come sempre trovo le pulizie non fatte, mi metto a farle io e arriva la deficiente con cui abito che mi dice: “Guarda lo stavo per fare io!” – ma vai in mona, e preferibilmente stai zitta.
Insomma, una schifezza. Se devo (e devo!) trovare un aspetto positivo, probabilmente la mia reazione alla mail sullo stipendio: probabilmente qualche tempo fa sarei andata in para, mentre ieri ho letto la mail, l’ho girata al capo, e con un bel respiro mi sono autoconvinta che non ci sia alcun problema e che i miei soldini resteranno con me. Non mi preoccupo.

30/09/2015: Lati negativi della giornata: meeting con Mr Simpatia (lo ammetto, sono io la sgodevole in questo momento, ma insomma…), che dopo settimane si è ripresentato a pranzo con noi al grido di “E’ da un bel po’ che non si organizza un venerdì al pub…”. Ora, a parte il fatto che io venerdì scorso c’ero al pub, la domanda sorge spontanea: perché non organizzi tu?
Lati positivi della giornata: C. è venuta a trovarci con la sua bimba di 2 mesi, mi ha fatto veramente piacere rivederla dopo un bel po’. E’ una delle mie persone preferite qui dentro, sempre gentile e disponibile. Una di quelle persone che ti strappano sempre un sorriso. Ho chiacchierato tanto con lei e il mio collega R., che è sempre grandioso. E poi c’era la torta (parlo di cibo, strano)! In serata mi sono buttata all’avventura del meetup: per essere stata una serata in compagnia di sconosciuti, è stata piuttosto piacevole.

01/10/2015: Fisicamente non sto benissimo e il periodo mi debilita un po’ anche per ricordi dell’anno passato, di quando si stava effettivamente meglio. Merda mi infastidisce con il suo trappolamento per le ferie, e vorrei solo che stesse zitto e mi lasciasse perdere. Non sopporto neanche quei 2 minuti di interazione. Ma insomma, anche oggi si è mangiato a sbafo (!), ho finalizzato un altro paio di cose per l’Australia, e sono andata a farmi ipnotizzare – sto diventando molto brava in questa meditazione guidata e mi sembra piuttosto utile. Aggiungo infine che sono arrivata al giro di boa! 50 giorni di pensieri positivi. Riusciranno i nostri eroi ad arrivare in fondo?

02/10/2015: Giornata inizialmente pessima, a causa della nostalgia (di cui al post dettagliato). Ma poi il lavoro è scivolato via velocemente, e la sera sono partita per Nizza. Sì, un altro giretto per scappare dalla perfida Albione. Ho fatto tutto un po’ di fretta, e sono arrivata a mezzanotte in una città silenziosa. Ho visto il mare e stavo già meglio.

03/10/2015: Sveglia presto e inizio in scioltezza con un bel tour enogastronomico a piedi. Non prelibato come quello di San Sebastian – che mi fa venire l’acquolina in bocca solo a pensarci – ma tutto sommato molto interessante e divertente. E poi se si magna… In serata ho incontrato M., un amico di A. che da qualche mese si è trasferito in Costa Azzurra. L’aperitivo si è presto trasformato in cena a causa dell’alluvione che si stava abbattendo sulla città, ma del quale ovviamente non ci siamo accorti! Sì, pioveva forte forte e tantissimo e non riuscivamo a trovare un momento opportuno per uscire dal locale, ma… Siamo vivi. Questa è un’ottima ragione per essere felici!

04/10/2015: L’anno scorso San Petronio ci regalò uno spettacolare upgrade da due stanze doppie a una suite imperiale, ad oggi il mio miglior colpo per quanto riguarda i soggiorni in hotel. Quest’anno mi sono svegliata da sola nella mia cameretta di Nizza. Un po’ malinconica, sicuramente, ma dopo il disastro della sera prima non pensavo avrei aperto la finestra su un sole splendente. Spero sia una metafora della mia vita. Ho fatto tutta la Promenade des Anglais fino al castello, e sono salita a godermi un panorama stupendo, fatto di tante sfumature di blu incorniciate da pini marittimi profumatissimi. Non è stato facile scendere, ma poi il blu diventava sempre più stupendo mentre camminavo sul lungomare verso il porto vecchio. Ho mangiato una ratatouille mica male (anche se mi fa un po’ ridere l’orgoglio che i francesi provano per questa roba che alla fine è praticamente una peperonata), e poi sono andata a sedermi in un baretto sulla spiaggia. Il cameriere non mi ha cagata di striscio, quindi senza colpo ferire ho passato un’oretta al sole su una comoda poltrona in riva al mare e senza sganciare un euro. Success! Ho messo i piedi in acqua (che male quei maledetti ciottoli) e mi sono riempita gli occhi di blu e di mare. Provo profondissima invidia per chi abita in un posto come Nizza. O come San Sebastian. O Sydney.

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100 Happy Days – Settimana 7

Riassuntini felici della settimana appena trascorsa.

21/09/2015: Tanto per cambiare, si parla di viaggi. Oggi, dopo una stranamente lunga giornata di lavoro e un risotto ai funghi che mi è quasi costato la prima falange del dito medio sinistro (!), A. ha prenotato l’hotel per Varsavia! Il volo l’avevo prenotato la sera prima, trovando una tariffa più bassa del previsto. L’hotel sembra una super bazza. Si va!

22/09/2015: Il martedi sta diventando il mio giorno preferito. Dopo una classe di pilates che mi ha spezzato la schiena, la nostra insegnante ci ha premiati con dei biscottini senza zucchero fatti da lei. Gnam! E’ poi seguita l’ipnosi, sempre molto valida, e il pub quiz con i miei nuovi amici, con un meritato terzo posto. La giornata è stata lunga ma molto molto gratificante.

23/09/2015: Una giornata fuori ufficio è per definizione una splendida giornata. Oggi c’era una “conferenza” dedicata a chi lavora in amministrazione. Un evento con una serie di presentazioni su vari aspetti e attività dell’università, che mi ha permesso anche di imparare alcune cose interessanti (tra cui il fatto che, stando troppo seduti, si aumenta del 90% il rischio di morte precoce). Ambiente bello, argomenti per la maggior parte utili, e soprattutto una pausa dalla solita routine.

[Nota a margine: ultimamente accadono cose buone. Ho fame e l’insegnante di pilates porta i biscotti; ignoro la sveglia e mi alzo tardi, e il capo ha preso la mattina libera… ‘Sta cosa mi piace.]

24/09/2015: Il viaggio in Australia prende sempre più forma. Un altro pezzettino prenotato. E il più imminente viaggio in Costa Azzurra è diventato improvvisamente più economico grazie ad un colpo di fortuna su un hotel.

[Altra nota a margine: oggi mi sono imbattuta in questa bella frase di Osho (no, non la sua parodia in Facebook) – “Secondo alcune leggende, il mare è la dimora di tutto ciò che abbiamo perduto, di quello che non abbiamo avuto, dei desideri infranti, dei dolori, delle lacrime che abbiamo versato”. Secondo me la leggenda dice il vero. Forse anche per questo amo così tanto il mare: ci ho messo dentro un sacco di roba mia.]

25/09/2015: Ho passato la giornata in hangover a causa del mix birra/vino della sera prima. Ma poi mi sono ripresa in grande stile, e con gli amici di L. sono andata alla finta Oktoberfest in un pub fuori dal centro. E’ stata una serata bizzarra, durante la quale ho incontrato un sacco di gente che conoscevo (e io di gente non ne conosco poi così tanta). M. mi ha offerto un boccale da 1 litro di birra che mi ha steso, e ci siamo fatti delle gran risate cercando di indovinare le canzoni che il gruppo di ottoni (!) ha suonato nel pub. Poi sono andata a farmi un giro con gli amici italiani. E’ stata una bella serata in cui mi sono divertita tanto e ho riso di gusto, e son stata proprio bene. Voto: 1o.

26/09/2015: Quando penso di avere davanti a me una giornata noiosa e senza programmi, finisce sempre che ho fin troppo da fare. Oggi c’era il sole, e per la prima volta sono andata a visitare i giardini botanici: una scoperta molto piacevole, e considerando che per me l’entrata è gratis, dovrei prendermi a schiaffi per non esserci mai andata prima. Ho passeggiato al sole in mezzo a piante e fiori. Ho guardato gli alberi. Bisognerebbe passare più tempo a guardare gli alberi. E poi, a sorpresa, un’amica mi ha proposto una birretta e cena, e così se n’è andata parte della serata. Ora guardo un telefilm divertente con un bicchiere di vino. E’ tutto molto bello.

27/09/2015: Weekend chiuso in bellezza con l’impresa sportiva del triathlon di biliardino, ping pong e videogiochi. Io e Mi. scandalosi in tutto, ma fortissimi (direi quasi imbattibili) a pizza. E birra. Praticamente un pomeriggio al bar con gli amici, che in UK non è una cosa tanto scontata. Tanti pollici su per questa settimana.

Autunno

E’ l’equinozio di autunno. Lascio che sia l’amico John Keats a parlarcene in maniera più accurata.

 

TO AUTUMN.

1.

SEASON of mists and mellow fruitfulness,
Close bosom-friend of the maturing sun;
Conspiring with him how to load and bless
With fruit the vines that round the thatch-eves run;
To bend with apples the moss’d cottage-trees,
And fill all fruit with ripeness to the core;
To swell the gourd, and plump the hazel shells
With a sweet kernel; to set budding more,
And still more, later flowers for the bees,
Until they think warm days will never cease,
For Summer has o’er-brimm’d their clammy cells.

2.

Who hath not seen thee oft amid thy store?
Sometimes whoever seeks abroad may find
Thee sitting careless on a granary floor,
Thy hair soft-lifted by the winnowing wind;
Or on a half-reap’d furrow sound asleep,
Drows’d with the fume of poppies, while thy hook
Spares the next swath and all its twined flowers:
And sometimes like a gleaner thou dost keep
Steady thy laden head across a brook;
Or by a cyder-press, with patient look,
Thou watchest the last oozings hours by hours.

3.

Where are the songs of Spring? Ay, where are they?
        Think not of them, thou hast thy music too,—
While barred clouds bloom the soft-dying day,
And touch the stubble plains with rosy hue;
Then in a wailful choir the small gnats mourn
Among the river sallows, borne aloft
Or sinking as the light wind lives or dies;
And full-grown lambs loud bleat from hilly bourn;
Hedge-crickets sing; and now with treble soft
The red-breast whistles from a garden-croft;
And gathering swallows twitter in the skies.

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