Bilanci

La fine dell’anno è prossima, e con lei anche un piccolo resoconto di questo 2019. Che chiude anche un decennio intero, tra l’altro.

La mia tentazione è sempre quella di sminuire, concentrare l’attenzione su ciò che non ha funzionato, quello che ha fatto evidentemente schifo, ciò che penso mi sia mancato. E invece, per fare qualcosa di nuovo in preparazione ai ruggenti anni 20, darò uno sguardo a quanto di buono e bello c’è stato in questi 12 mesi. Perché di buono e bello, alla fine della fiera, c’è stato tanto.

Pensando a qualcosa di recente, non posso non citare il mio grande ritorno in Australia. E’ stato come tornare a casa. Oltre ai luoghi stupendi, che ho amato e ancora amo, è stato incredibile rendersi conto che, nonostante il tempo e la distanza, ci sono ancora tante persone laggiù che posso chiamare amici. Che hanno fatto il possibile per ritagliarsi un po’ di tempo per me, fosse anche solo per un drink veloce. La reunion con il vecchio Robby è stata la ciliegina surreale su questa deliziosa torta. Ancora di più se penso che smettemmo di parlarci all’inizio di questo decennio, e ci siamo riappacificati alla fine. Cerchio chiuso. Ho davvero la sensazione di aver sbloccato qualcosa, di aver trovato finalmente la chiave per aprire una porta, ma penso che sia ancora troppo presto per capire quale.

Milano, e il suo cittadino più illustre. Una sorpresa continua, una gioia dopo l’altra. Mi sento una privilegiata ad avere questa persona nella mia vita. Magari non proprio come vorrei io, ma resta comunque un lusso, una delle mie ricchezze più grandi. E anche qui, una bella pacca sulla spalla a me per aver mantenuto i contatti, nonostante in Inghilterra ci si frequentasse poco. Ho coltivato un’amicizia bellissima, che durante questo anno che sta finendo è fiorita ancora di più.
(Curiosamente, il mio oroscopo di Rob Brezsny per questa settimana parla proprio di amicizia)

La musica. Che cosa meravigliosa. Non sarò mai ricca, perché tutti i miei soldi li spendo in viaggi e concerti. Spesso anche in viaggi per andare a concerti. Ma sono i soldi spesi meglio in assoluto. Mi basta pensare a tutti i concerti visti, agli artisti nuovi scoperti, agli artisti vecchi ritrovati, e il bilancio di questi 10 anni è istantaneamente e indiscutibilmente positivo.

Viaggiare. Anche quest’anno ho seguito il mio buon proposito (non scritto, né dichiarato): vedere almeno un posto nuovo. Ne ho visti parecchi di posti nuovi, e ho rivisto posti già visti, ma in momenti diversi. Mi è venuta anche una gran voglia di vedere di più l’Italia, e credo che proprio quest’ultima cosa sarà in cima alla lista dei buoni propositi per il 2020. E mi sono già mossa in questa direzione.

Ovviamente, la lista dei buoni propositi non esiste.

On air: Editors – An End Has A Start

Il suono più bello del mondo

“Questo è il suono più bello del mondo!” ha urlato l’altra sera Bono mentre aggrediva il palco del PalaAlpitour di Torino all’inizio della serie di concerti europei dell’ Innocence + Experience Tour. E ha ragione. L’atmosfera è elettrizzante, di quelle da pelle d’oca per 2 ore.

Gli U2 si fanno vedere generalmente a cadenza quadri-quinquennale. Il tempo tra un tour e l’altro è sufficiente a dimenticare parzialmente quanto ti sei divertito la volta prima, e, di conseguenza, ogni volta che devi litigare con le code (ora virtuali e assai fastidiose) per accaparrarti un biglietto ti domandi chi diavolo te lo fa fare. Poi questi quattro ormai anzianotti e con un po’ di panza saltano sul palco con l’energia dei punk che erano 30 anni fa e ti ricordano immediatamente perché ti sei sbattuto tanto quasi un anno prima per essere tra i fortunati a presenziare a quella megafesta.

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La tempistica peraltro è stata involontariamente straordinaria. Il bisogno di trovarmi in un grande spazio dove poter ascoltare la musica che amo e cantare a squarciagola le canzoni che mi hanno accompagnata per tutta la vita era immenso. E’ stato liberatorio ed emozionante e semplicemente bello. Mi ha ricordato che sono viva, che sto bene, che c’è tanta energia qui dentro, e che bisogna capire solo come liberarla. (Ulteriori spunti di riflessione si trovano nel post di rO, che quando l’ho letto ho sorriso perché penso esattamente le stesse cose).

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Lo scemo causa attuale di tutti i miei mali ovviamente alla fine non è venuto. Qualche settimana fa, quando ancora ci raccontavamo la favola che prima o poi le cose si sarebbero sistemate, mi aveva detto che comunque non sarebbe venuto, non se la sentiva. “Niente di personale”, mi disse. Che poi non si capisce cosa volesse dire: aveva forse avuto qualche diverbio con Bono relativamente al nuovo album? Divergenze artistiche? O magari era solo una cagata pazzesca?
“Vengo al concerto grosso di Londra!”, aveva aggiunto. Povero pirla. Vedere gli U2 è un’esperienza esaltante. Vederli in Italia è un’esperienza mistica. Siamo notoriamente i fans più infoiati della terra, quelli che cantano più forte di tutti, quelli che cantano così forte che i tecnici devono ricalibrare i suoni. L’O2 sarà anche più figo del’ex palasport olimpico di Torino, ma per quanto riguarda l’atmosfera non ho proprio dubbi.
Alla luce degli ultimi avvenimenti, dubito anche che lo vedremo al “concerto grosso di Londra”. Ci pensavo fugacemente mentre uscivo dal palasport sabato, dopo la seconda data. Ci pensavo e mi muovevo a compassione, e mi dicevo che anche se lui è una persona orribile che difficilmente perdonerò, io sarei ancora più orribile se gli impedissi di vedere questo spettacolo.
La musica, l’arte e la bellezza vanno oltre me e lui, i nostri litigi e le nostre rotture. Ma chissà se arriverà a capirlo.
Di sicuro io il 30 ottobre so già dove mi troverò.

 

Are we so… Are we so helpless against the tide?

100 Happy Days – Settimana 4

Riassuntini felici della settimana appena trascorsa.

31/08/2015: ritornare qui non mi fornisce grandi spunti per essere felice. Meglio quindi concentrarsi sul caffè con gelato sorseggiato sulla riva del lago in località Gargnano. Come essere in una cartolina.

01/09/2015: il primo settembre è come il capodanno. Tutto pian piano ricomincia. Oggi ho preso la decisione più importante degli ultimi tempi: prendermi cura di me. Tutto il resto viene dopo.

02/09/2015: da oggi intervallo. Da oggi, forse, riuscirò ad avere finalmente quel tempo e quello spazio che mi servono per ricominciare a stare bene. Spero.

03/09/2015: oggi ho preso un aereo ad un orario improbabile e sono atterrata in Liguria. Non avrò dormito su di un letto, ma ho pisolato in spiaggia, che poi è uno di quei piccoli piaceri che purtroppo ci concediamo poco. Quanto è meraviglioso riposare cullati dallo sciabordio delle onde? Il mare è una medicina favolosa per l’anima.

04/09/2015: U2. Non devo dire altro. Saranno vecchi, saranno brutti, saranno rompipalle… Ma che razza di spettacoli mettono in piedi! Due ore e mezzo di emozioni pure, pelle d’oca e canti a squarciagola. La meraviglia.

05/09/2015: vedi sopra. Ho fatto la doppia, stavolta in posti migliori della sera prima. Stupendi sempre e comunque. Sunday Bloody Sunday mi ha fatto piangere. Se non è emozione vera questa… (inoltre, ho anche passeggiato per Torino, che amo, e sono salita per la prima volta sulla Mole. Viva le giornate da turista!)

06/09/2015: con le pive nel sacco mi sono riavviata verso la perfida Albione. Ma mi sono organizzata bene, e mi sono fermata a Londra per un brunch con amici. Serve sempre un po’ di carica prima di tornare in questo buco.