Ho perso le parole

Non è da me citare Ligabue, ma questo verso calza a pennello in questo momento.
A tre settimane dal piacevole scambio di idee di cui al mio ultimo post, cosa si è risolto? Un bel cazzo di niente.
Del resto, la sua richiesta molto umana era che io e la sua bella paranoica diventassimo amicones (certo!), ma se non abbiamo modo di incontrarci… Come si fa? Che era poi la domanda che avrei dovuto fargli, ma ovviamente non ho fatto perché ci ho pensato troppo tardi. Fino al momento in cui Iddio deciderà che le nostre strade si incrocino, io e lui che si fa? Do la soluzione: ci si ignora come e peggio di prima.

Un paio di giorni dopo la chiacchierata, siamo usciti per il compleanno di una comune amica. O forse solo amica mia e conoscente di lui, perché io gli ho rubato tutti gli amici. Semantica a parte, ci troviamo seduti di fianco ed è come essere in una landa desolata, con un vento freddo che ci avvolge. Non riusciamo a dirci niente. Talmente imbarazzante che, per scalfire il ghiaccio (romperlo sarebbe stato impossibile), gli ho chiesto robe di lavoro di cui non mi importava nulla. Oltre che imbarazzante, era molto, molto triste. Questo episodio, abbinato ai pianeti avversi che circolavano nel mio segno nelle scorse settimane (ma io l’oroscopo lo leggo dopo, solo per trovare conferme), mi ha fatto passare un paio di settimane orribili. Quel pensiero fisso, che credevo di essermi tolta dalla testa, era tornato a martellare. Quello che mi faceva esplodere il cervello era il pensiero di non aver risolto la questione in nessuna maniera. Sapere di aver avuto in mente un itinerario con due sole vie percorribili, ed averne scelta una terza inesistente che lasciava tutto nella confusione più totale. Persa nella giungla, senza un machete per farmi strada.

L’altro giorno mi sono imbattuta in un sito chiamato The Unsent Project. Qui, una tizia che non saprei ben definire (blogger?) ha iniziato a raccogliere presunti SMS che le persone vorrebbero inviare (ma non lo fanno) ai loro primi amori. Lei li prende, li stampa sullo sfondo del colore indicato dal mittente, e li pubblica su Instagram. Principalmente una galleria del dolore, anche se non mancano messaggi sarcastici, acidi, cattivelli. Personalmente, e non è difficile capire il perché, quello che mi ha colpito di più è stato il seguente:

Unsent

Mi si è proprio stretto il cuore. Si litiga, si discute. Ma è deprimente arrivare al punto in cui si è talmente barricati dietro i propri muri difensivi che non si riesce neanche più a dirsi ciao.

Ma poi, in questo caso, è vera anche questa affermazione (dove “rapinatori” sta per “rapitori”, credo):

Rapitori

Do ragione a Joker, perché mi fa ridere.

Annunci

Universo, parlami!

Ultimamente sto notando alcuni messaggi neanche tanto subliminali che forse mi stanno indicando un percorso da seguire.

Oroscopo di Simon and the Stars 25-27 Novembre:
Luna Piena che punta il proprio riflettore sulla necessità di tagliare rami secchi e di stabilire confini più marcati con gli altri. Per alcuni può trattarsi di pretendere con maggiore determinazione ciò che gli spetta e di rimandare al mittente ciò che non gli spetta. Potresti avvertire il bisogno di mettere le cose in chiaro, di fare accordi più “equi” con gli altri, smettendola di dare più di quanto ricevi.

Oroscopo di Rob Brezsny 26 Novembre – 2 Dicembre:
Ho idea che da qualche tempo il tuo corpo sia più sano e forte del solito. È così? Se è vero, cerca di capire perché. Ti sei preso più cura di te stesso? Hai approfittato di qualche fortunata conquista o novità inaspettata? Introduci queste nuove tendenze in modo permanente nella tua routine quotidiana. La stessa cosa vale per il tuo benessere psicofisico. Anche quello ultimamente sembra più forte. Perché? Hai forse cambiato atteggiamento e riesci a provare più emozioni positive? Per caso è successo qualcosa che ha scatenato un’inattesa ondata di speranza? Introduci anche queste nuove tendenze in modo permanente nella tua routine quotidiana.

Pagina Facebook di DeeJay Chiama Italia – 27 Novembre:
La luna piena che abbiamo visto in cielo la notte del 25 novembre era l’ultima prima del solstizio invernale.
Una credenza pagana racconta che questo evento segnala la fine di un anno di preoccupazioni e il momento giusto per decidere di lasciarseli alle spalle.
E’ un tempo di riflessione su quello che è stato e di rilancio su quello che sarà nei dodici mesi a venire.
Che cosa vorreste buttar via del 2015?

Ecco. Martedì sono tornata alla seduta di ipnosi. Ovviamente mentre ero via non potevo farla, ma non ne avevo nemmeno bisogno. Altrettanto ovviamente, nel momento in cui ho rimesso piede nella valle di lacrime, si sono ripresentate alcune preoccupazioni.
La santa donna che settimanalmente ascolta i miei deliri ha deciso che è ora di basta con la gestione del rapporto col p.d.m., e che il punto cruciale da risolvere è la mia autostima. Il campanello d’allarme è arrivato dal mio capo: alla verifica annuale della performance lavorativa (l’equivalente professionale del colloquio genitori-insegnanti), per la quale ero già pronta a confessare tutti i miei drammi personali adducendoli quali scuse per il mio scarso rendimento, mi sono sentita dire che ho lavorato molto bene quest’anno, e sono tutti entusiasti. Eh?! Evidentemente qualche dote di paraculo me la sono portata dietro dai tempi dell’università, oltre ad avere ottime capacità di utilizzo del pilota automatico.

Dicevamo: sono meglio di quello che penso, non sono cattiva come temo e dovrei smetterla di farmi pare preoccupandomi di uno che alla fine sto trattando ancora in modo decente quando invece non gli dovrei nulla (vedi alla voce “concerto”, e come ho implorato le mie amiche di essere gentili con lui di modo che tutti potessimo passare una bella serata – tutto questo quando avrei potuto semplicemente dirgli di prendere il suo biglietto e andarsene affanculo).

Si deduce infine che tutti i messaggi riportati sopra fanno parte di un piano del mio subconscio, coadiuvato da svariate voci esterne, che stanno cercando di farmi capire in ogni modo e maniera che la strada, per quanto dolorosa, è una sola.