I miei amori

Per la rubrica “varie ed eventuali”, che poi e’ ormai l’unico fil rouge che lega i post di questo trascuratissimo blog, oggi si parla dei miei amori. Essendo il mese di San Valentino, il topic mi sembra d’uopo.

I miei amori sono tre: uno, a dire il vero, è duraturo; il secondo è un ritorno di fiamma; il terzo è la mia nuova passione.

L’amore duraturo – Hugh Jackman
Non sono il Dottor Cox, che lo odia.  Io Hugh Jackman lo amo. L’ho sempre amato, lo voglio sposare! Pensateci un attimo: quante storie di gossip avete letto su di lui, o su sua moglie? Io, che lo seguo con passione su tutti i canali social esistenti sul pianeta, ho scoperto solo qualche settimana fa che ha due figli. Hugh mi piace perché, oltre ovviamente ad essere molto bello, mi dà l’idea della brava persona. E poi è il famoso artista a tutto tondo: recita, canta, balla. Lo avete visto in The Greatest Showman?
Little known fact: abbiamo frequentato la stessa universita a Sydney.

Il ritorno di fiamma – The Killers
I Killers sono un gruppo con un posto speciale nel mio cuore, perché li ho scoperti io. Non fanno cioè parte dei gruppi/artisti suggeriti da altri: questi sono proprio miei. Ricordo che la loro prima hit mondiale, Somebody Told Me, passava continuamente in radio quando giravo per la Nuova Zelanda nel 2005. E mi piaceva un sacco. Amici meglio informati mi fecero sapere che questi andavano in giro per tour con gli U2, quindi qualcosa dovevano pur valere.
Qualche anno dopo, sono riuscita finalmente a vederli dal vivo, non senza difficoltà. Il loro concerto a Roma, in compagnia dei Franz Ferdinand, verrà per sempre ricordato per la mia performance, quando praticamente buttai fuori un tizio dal taxi che avevo prenotato IO per andare a Tiburtina (la Tiburtina di 10 anni fa, non quella sbrilluccicosa di oggi) a prendere il treno notte (sigh) per rientrare. Recentemente, ho fatto voto di darmi da fare per raggiungere un tenore di vita tale da consentirmi di viaggiare in sicurezza e comodità e permettermi un hotel ogni volta che vado a un concerto. Per ora ci sto riuscendo.
Ma tornando a noi: chi non avesse ancora ascoltato l’ultimo album di questo simpatico gruppo di Las Vegas, Wonderful Wonderful (uscito dopo troppi anni di silenzio), dovrebbe farlo quanto prima. È stupendo.
Dopo 9 anni di lunga attesa, li vedrò a Milano tra qualche mese. Sono emozionata come una non dovrebbe essere a 36 anni per un concerto.

La mia nuova passione – Antonino Cannavacciuolo
Tornare in Italia, in una situazione abitativa da persona normale, adulta e matura, ha comportato anche l’accesso ad un misterioso elettrodomestico che ignoravo da un po’: la televisione. Questo straordinario oggetto, ho scoperto, ha molti più canali di quanti ricordassi, e tra essi spicca il mio nuovo preferito: il NOVE. Oltre ad ospitare quello che segretamente è sempre stato il mio show preferito, Airport Security (!), è anche praticamente la casa di Cannavacciuolo, che in poche puntate di “Cucine da Incubo” è diventato il mio celebrity chef preferito. Manate sulla schiena ai partecipanti, veracità napoletana senza sfociare nell’esagerato. E poi io mi fido di un cuoco grande e grosso, perché evidentemente gli piace mangiare, ed altrettanto evidentemente ha scelto il mestiere giusto.
E va bene, lo confesso: sono diventata videodipendente, ed è quasi totalmente colpa sua.

Fioretti
Perché non è solo San Valentino, ma è anche il mercoledì delle ceneri.
Una decisione unica: digital detox. Niente più cellulare sulla scrivania in orario di lavoro. Da oggi è chiuso nel cassetto, dal quale uscirà solo occasionalmente. Potrei irrigidirmi ulteriormente, e specificare un numero di volte massimo in cui lo posso guardare, mattina e pomeriggio. Vediamo come va.

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Svalentinamente

La settimana scorsa, il web mi ha ricordato, era San Valentino.

La data, per quanto mi riguarda, è abbastanza fastidiosa (almeno per ora), per due motivi principali:

  • E’ il compleanno del mio ex migliore amico
  • E’ il giorno che ha segnato l’inizio della distorta e malata relazione col p.d.m.

Quindi no, non ce l’ho necessariamente con le coppie felici e le loro dolci effusioni, ma più velocemente passa la giornata e meglio è.

Quest’anno ho rispolverato una mia vecchia tradizione: San Valentino è la festa degli innamorati, ma per estensione potrebbe essere anche quella di coloro che se vojono bbbene. Gli amici, insomma. E da brava persona quale sono, ho inviato a tutti una deliziosa immagine del presidente Trump che fa gli auguri, e per alcuni fortunati ho anche comprato cioccolatini. Soprattutto era martedì, ovvero quiz night.
Ma io non volevo mangiare al pub, e nel frattempo nella mia testa si era insinuata la pazza idea del sushi. A quel punto, l’ipotesi di fare la figura della sfigata che va da sola al ristorante la sera di San Valentino non mi spaventava affatto. Se il sushi mi entra nel cervello, io devo mangiare sushi. Punto. Com’è, come non è, i miei fedeli amici F. e N. mi chiedono se avessi programmi per la serata. Dico del quiz, e accenno al sushi da sola.
N: “Vengo con te”. Eh? N è il tipico americano sospettoso dei cibi “etnici”, quindi rimango sorpresa (scopriremo poi che non voleva restare a casa a fare niente). F dice che chiede al moroso, ma è praticamente un sì al 110%, perché anche lei non sa resistere al sushi. E così, in 10 minuti, ho imbastito una cena di sushi a 4. E chi se ne frega del San Valentino, anche per F che sarebbe in coppia, ma festeggia con noi perché si può ingozzare.
Alla fine il quiz non c’era, ma gli amici sì. E la giornata è volata.

L’altro giorno mi sono messa a fare un po’ di stalking al p.d.m. Non dovrei, lo so. Forse l’ho fatto mentre riflettevo sul fatto che, da che ci conosciamo, ormai siamo al punto in cui siamo stati più a lungo nemici che amici. Durati pochissimo, e forse non valeva la pena stare tanto male. Senza forse.
Nella mia opera investigativa mi sono ovviamente tenuta alla larga da FB, il luogo più pericoloso per la salute mentale, perché anche io ho una dignità e non sono completamente pazza (credo). Ma ho intravisto il profilo LinkedIn. Non siamo connessi, realisticamente non ci sono validi motivi per farlo. Ho notato che la sua foto profilo è un selfie con la sua padroncina. Ora dico: non c’è bisogno di andare su Business Insider per sapere che la foto giusta per un profilo professionale non è un selfie, e soprattutto non è un selfie con un’altra persona. Di chi è sto profilo?
Generalmente ho poca tolleranza nei confronti di chi nel profilo FB usa una foto con il proprio partner (non mi esprimo neanche su quelli col profilo condiviso), perché puoi anche avere la relazione più stupenda della storia, e per questo ti invidio ovviamente, ma questo non dovrebbe annullare la tua individualità. Se tu ti chiami Pinco Pallino, il profilo dovrebbe essere tuo e di nessun altro. Magari una foto con gli amici, o la mamma, ogni tanto. Ma soprattutto la tua faccia, perdio! Ho appena fatto una carrellata dei miei amici, e ho notato che sono pochissimi quelli con le foto di coppia. Principalmente gente che usa FB pochissimo, e sicuramente non ha sbattimento di cambiare quella che magari è stata la prima foto profilo.
Ho anche fatto una carrellata delle mie connessioni LinkedIn, e ho appurato che, a parte qualche foto magari non proprio professionale, nessuno ha una foto dove compaia qualcun’altro (moglie/marito/figli/animali/creature di fantasia).
Non voglio formulare varie teorie secondo le quali lui sia stato plagiato da una strega, ma sicuramente qualcosa che non va c’è. Sicuramente non è la persona indipendente che vuol far credere di essere. Sicuramente, e questo non lo dico io che ormai non lo vedo e sento da mesi – lo dicono i suoi colleghi e miei amici – è cambiato. Si lamenta di non venire invitato agli eventi, e quando lo inviti non si presenta e non dice nulla. C’è una maniera di dire in inglese “non puoi avere la botte piena e la moglie ubriaca”, ma non rende abbastanza l’idea.
Poi ho notato che è coinvolto in un’iniziativa professionale con un altro tizio del mio vecchio lavoro, uno odiato praticamente da tutti, e non sono rimasta sorpresa. I conti tornano. Ognuno ha gli amici che si merita, I guess.
Ma non preoccupiamoci di nulla, l’importante è che siamo connessi su FB, perché l’amicizia vera è lì!

Il consiglio del giorno: fate attenzione al brunch domenicale con 2 ore di prosecco illimitato.